• Foto il Resto del Carlino

    Attività di volontariato dei rifugiati

    Ferrara, 10 dicembre 2015

    Al Sindaco di Ferrara

    Question Time: attività di volontariato dei rifugiati

    Il sottoscritto consigliere comunale

    Premesso

    che il nostro Comune accoglie alcune centinaia di rifugiati e richiedenti asilo.

    Considerato

    che sono stati avviati numerosi progetti di collaborazione con associazioni del territorio per permettere agli ospiti dei centri di accoglienza di svolgere attività di volontariato sul territorio.

    Chiede

    quante siano le persone coinvolte nei progetti, quante le associazioni, il tipo di attività svolte ed una breve valutazione del grado di soddisfazione dei volontari, delle associazioni e dell’amministrazione rispetto ai progetti avviati.

    Con osservanza.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

    Ecco il video della risposta in consiglio:

     

  • Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi

    Ecco l’appello per la “Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi” che si terrà il 12 settembre 2015 a Ferrara in solidarietà ai migranti.

    E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa, ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione: sapere quali sono le priorità per poter fare delle scelte.

    Noi stiamo dalla parte delle donne e degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo, ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

    Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

    La Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

    Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
    Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
    Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

    SABATO 12 settembre teniamo a FERRARA la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi.

    Cammineremo scalzi fino al cuore della città: Corso Martiri della Libertà

    Per chiedere con forza i primi necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
    1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature;

    2. accoglienza degna e rispettosa per tutti;

    3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti;

    4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino;

    Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

    L’appuntamento è SABATO 12 settembre 2015 alle ore 10,00 in Via Saraceno con ritrovo di fronte alla Chiesa di Sant’Antonio Abate.

    Percorso: Via Saraceno, Via Mazzini, Piazza Trento Trieste, Corso Martiri della Libertà, Piazza Duomo.

    Per adesioni e possibile mandare mail a ferraracheaccoglie@gmail.com

    Referente dell’iniziativa Chiara Bertolasi (3804279454)

    Hanno aderito (al momento):

    Forum Terzo Settore della provincia di Ferrara

    Emergency Ferrara

    Partito Democratico Ferrara

    SEL Sinistra Ecologia Libertà

    Partito Rifondazione Comunista

    L’Altra Europa/L’Altra Emilia Romagna

    CGIL Ferrara

    CISL Ferrara

    Città del Ragazzo Opera Don Calabria

    Movimento Nonviolento

    Cittadini del Mondo

    ARCI Ferrara

    Agire sociale CSV

    Associazione Agevolando

    Caritas Diocesana Ferrara Comacchio

    OltreConfine

    ACLI Ferrara

    ACI Ferrara – Alleanza Cooperative Italiane

    Libera Ferrara

    Cooperativa Sociale Camelot

    UISP Ferrara – Unione Italiana Sport per Tutti

    Associazione Badanti Nadiya ONLUS

    Società Cooperativa Ballarò

    Associazione Viale K

    Ass. “Filippo Franceschi”

    Agriturismo “Spagnolina”

    Cooperativa Sociale Airone – Ferrara

    Associazione Famiglie Arcobaleno – Ferrara

    Associazione Circomassimo Arcigay e Arcilesbica Ferrara

  • «I migranti in casa mia? Sì ma al momento non ho posto»

    «I migranti in casa mia? Sì ma al momento non ho posto»

  • Così non si trasportano nemmeno le bestie

    Denuncia dei sindacati di polizia iulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl e Coisp, da Estense.com:

    Viaggio al di là dei diritti umani
    Protesta dei sindacati sul servizio di accompagnamento stranieri

    Dove sono finiti i diritti umani? A quanto sembra lontano dalla direttrice Ferrara- Lamezia Terme, quella deputata all’accompagnamento degli stranieri non regolari sul territorio verso i centri di permanenza temporanea.

    Già i Cpt, oggi ribattezzati Cie (Centri di identificazione ed espulsione), non brillano per qualità della permanenza. Ma che il viaggio verso il limbo che preannuncia l’espulsione debba essere costellato da qualcosa che viene definito al di là della “dignità delle persone” fa meditare.

    La denuncia arriva dai sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl e Coisp, che riferiscono di un recente episodio, l’ultimo di una lunga serie a quanto pare, relativo a uno di questi viaggi lontano dai diritti umani.

    “La modalità di organizzazione dei servizi di accompagnamento stranieri – affermano -dovrebbe mettere in primo piano non tanto il servizio stesso ma la vicenda umana che esso rappresenta nelle sue complesse contraddizioni, tra l’effettuare un servizio obbligatorio e il rispetto dell’uomo”.

    E invece lunedì scorso qualcosa è andato “al di là del comune buon senso”, tanto da “porre dubbi sulla legalità del servizio svolto”.

    Il 5 luglio una persona doveva essere accompagnata al centro di accoglienza di Lamezia Terme, l’unico posto messo a disposizione dal Ministero degli Interni, a oltre 1.000 km di distanza dal capoluogo estense.

    Due poliziotti, che effettuavano il turno con orario 14/20, sono stati incaricati del servizio: accompagnare in auto lo straniero fino a Lamezia. “Sono quindi partiti alle 14,30 circa – ricostruiscono i sindacati – per un viaggio di oltre dodici ore, sotto un sole cocente, dentro una volante in cui lo straniero sedeva dietro, nel posto dei passeggeri, quelli da accompagnare in cella. Quest’uomo ha viaggiato su sedili di gomma, separato dall’abitacolo da un vetro interno di plexiglass, in uno spazio ridottissimo senza possibilità di aprire i vetri e con solo un piccolo bocchettone di areazione”.

    “Così non si trasportano nemmeno le bestie – denunciano i sindacati di polizia -. Senza poter farlo uscire, senza poter uscire loro stessi, senza poter mangiare, bere, riposare. Un viaggio che somiglia a un’odissea, o al ladro di bambini, il film di Gianni Amelio”.

    “Dove sono finiti i diritti umani? La dignità delle persone? Non sono forse gli stessi diritti che noi dovremmo difendere? Qualora fosse accaduto un incidente stradale dovuto alla stanchezza, chi ne avrebbe risposto?” si chiedono le sigle delle forze di polizia, che ritengono il questore “responsabile di aver organizzato un servizio con orari illegittimi. Noi lo accusiamo di aver messo in pericolo l’incolumità dei colleghi e della persona (di persona si tratta), da accompagnare”.

    La segnalazione, oltre che alla stampa, è stata inviata anche alle rispettive segreterie nazionali, per far “pervenire questa nota al Servizio immigrazione e al Capo della Polizia, sempre molto attento alla difesa dei diritti delle persone, affinché simili episodi non accadano più, né a Ferrara né da altre parti”.

    E presto questo viaggio “al di là dei diritti umani”, anticipano gli stessi sindacalisti, potrebbe finire sul tavolo di Amnesty International.