• Incontro con Roberto Soffritti

    Roberto Soffritti intervistato da
    Stefano Lolli, Carlino Ferrara
    Marco Zavagli, Estense.com
    Sergio Gessi, Ferraraitalia.it
    Stefano Scansani, La Nuova Ferrara
    Stefano Ravaioli, Telestense

    Prima iniziativa del Think Tank Pluralismo e Dissenso: Cerchiamo di leggere la realtà ferrarese attraverso tre incontri pubblici con i sindaci degli ultimi 31 anni: 16 anni di Roberto Soffritti, 10 anni di Gaetano Sateriale e 5 di Tiziano Tagliani. Evidenziando gli aspetti centrali, positivi e negativi, che hanno caratterizzato il loro mandato e cercando di leggere come è cambiata Ferrara negli ultimi 6 lustri nelle dinamiche sociali, politiche, economiche, relazionali, di qualità di vita, ecc.

  • Primo incontro di “Pluralismo e dissenso”

    E’ nato a Ferrara il Think tank denominato
    “Pluralismo e dissenso”

    Prima iniziativa: Cerchiamo di leggere la realtà ferrarese attraverso tre incontri pubblici con i sindaci degli ultimi 31 anni: 16 anni di Roberto Soffritti, 10 anni di Gaetano Sateriale e 5 di Tiziano Tagliani. Evidenziando gli aspetti centrali, positivi e negativi, che hanno caratterizzato il loro mandato e cercando di leggere come è cambiata Ferrara negli ultimi 6 lustri nelle dinamiche sociali, politiche, economiche, relazionali, di qualità di vita, ecc.

    Le riprese degli incontri potranno essere viste sul sito pluralismoedissenso.altervista.org

    Primo incontro, organizzato con il gruppo consiliare Sel del Comune di Ferrara:

    Venerdì 12 dicembre 2014
    Sala dell’Arengo (sede comunale)
    ore 17.00

    Roberto Soffritti

    intervistato da
    Stefano Lolli, Carlino Ferrara
    Marco Zavagli, Estense.com
    Sergio Gessi, Ferraraitalia.it
    Stefano Scansani, La Nuova Ferrara
    Stefano Ravaioli, Telestense

    http://pluralismoedissenso.altervista.org

  • Il cortocircuito dell’etica

    Napoli, Italia, Mondo.

    Dilemma morale: ma secondo voi è peggio nominare Assessora provinciale un’ex meteorina di Fede o Presidente di MetroNapoli l’ex sindaco di Ferrara?

    In sole due nomine il cortocircuito dell’etica politica nel nostro paese, destra o sinistra che sia.

    Buona notte.

  • Citazioni

    “vorrei capire cosa si intende in questo consesso per consenso politico: è bene saper se, specie in vista delle elezioni, esiste un criterio che distingue tra valore politico e valore numerico”.

    Roberto Soffritti durante il dibattito sul Palasport di Ferrara dopo che il Comune ha rinunciato alla spesa di 8 milioni di euro (che non aveva) per spenderne solo 1,8 per aumentare i posti e ristrutturare quello vecchio.

    Da Estense.com.

  • “Il Novecento ci è precipitato addosso”

    verdiLo ha detto Nichi Vendola, per cui non credo di rischiare di passare per lo “Strano” di turno se commento, a risultati ancora tiepidi per me che ero al seggio, l’esito elettorale per la Sinistra l’Arcobaleno. Un disastro.

    E lo dico con la morte nel cuore, dopo lo scrutinio più monotono della mia vita, e essendo cosciente di aver affidato ancora una volta l’Italia a Berlusconi.

    Chi cercava la falce e martello non l’ha trovata sulla scheda, chi cercava una nuova sinistra ha trovato Bertinotti candidato premier e Soffritti candidato capolista alla Camera in Emilia Romagna. A nulla sono valsi prima i tentativi di deviare almeno il metodo interno verso soluzioni più democratiche e poi gli appelli al voto utile (almeno al senato) in una campagna cristallizzata su due simboli che pero’ hanno fatto la fortuna dei loro alleati meno moderati (Lega e IdV, ovvero il cappio a destra e le manette a sinistra).

    Dopo oltre 20 anni di rappresentanza sparisce il sole che ride dal Parlamento Italiano. E’ una responsabilità pesante per chi ha intrapreso una strada della fantomatica unità a sinistra solo per conservarsi il posto di senatore o deputato. Questi dovrebbero, per onestà intellettuale, farsi definitivamente da parte, e spero che questo proponga Marcello all’esecutivo di oggi. Punita dagli elettori costretti a barcamenarsi in una legge elettorale ridicola, la Sinistra Arcobaleno ha dimostrato che non si possono fare i conti con la storia, il passato dei partiti e delle persone, le loro idee, solo con un simbolo nuovo.

    Se l’unità a sinistra è un miraggio da oltre un secolo un motivo ci sarà. Le scorciatoie non servono, in politica, da sempre, fanno solo danni. Forse fra dieci o vent’anni i tempi saranno maturi per una formazione unitaria della sinistra ecologista, nonviolenta, libertaria e sociale. Ma per ora ne conosco solo una: i Verdi.

  • Una scelta di parte. Quale poi non è troppo importante.

    Sindaco di Ferrara dal 1983 al 1999, Presidente della FER (Ferrovie Emilia Romagna) dal 2001 al 2006, deputato del Pdci dal 2006. Con Roberto Soffritti la Sinistra l’Arcobaleno esprime una persona in grado di coniugare spessore politico, profonde capacità amministrative e forte attenzione ai ceti medi produttivi.

    Dal pieghevole del capolista della SA in Emilia Romagna, ricevuto ieri (ed è pure la prima posta elettorale che ho ricevuto…).

  • Scusate i disagi

    Scusate i disagi

  • Torniamo subito

    torniamo subito

  • Incompatibilità

    Marcello sul suo blog si esprime sulle liste arcobaleno in Lombardia. A lui è andata meglio che a noi, costretti a subire, non senza aver provato a far ragionare la sinistra arcobaleno, la candidatura di Roberto Soffritti capolista alla Camera.

    Comunque, ecco qui sotto un esempio di quella incompatibilità politica di cui nessuno, ha voluto tenere conto…

    «Con le mense ‘biologiche’ spendiamo 700 mila euro in più l’anno»
    Il Resto del Carlino del 10/03/2008 ed. FERRARA p. 24

    SI TORNA a parlare di scuole, oggi in Consiglio comunale. E’ previsto infatti il confronto sull’Istituzione Scuole, e l’esame della risoluzione presentata da tutti i gruppi consiliari tranne il Pdci, in cui si chiede di rivedere il menu delle refezioni, a fronte di scelte non gradite ai piccoli utenti, e di conseguenza di forti sprechi. Ma dalla capogruppo dei Comunisti Italiani Maria Giulia Simeoli – unica a non firmare il testo presentato da Barbara Diolaiti dei Verdi e firmato da tutti gli altri capigruppo -, parte una richiesta ancora più forte. Eliminare la presenza di alimenti ‘biologici’ dalle mense comunali, e sostituirli con prodotti «comunque garantiti e di qualità, che non prevedano apporti chimici nella produzione e nella conservazione». Per il biologico, la Simeoli stima un extracosto a carico del Comune «di almeno 700 mila euro l’anno, su una spesa complessiva di 2 milioni e 700 mila euro di cui oltre un milione e mezzo di euro per gli appalti esterni. Si dirà che è il prezzo da pagare per nutrire meglio i nostri bambini – afferma la capogruppo del Pdci -, ma c’è da dubitare di questa politica. Con i 700 mila euro sarebbe possibile non solo aprire altre decine di posti nei nidi e nelle materne per i bimbi in lista d’attesa, ma anche attuare campagne di educazione e informazioni perchè la coscienza, anche del ‘biologico’ oltre che della salubrità dell’alimentazione, cresca nelle famiglie dove molti bimbi mangiano poi patatine e nutella».

  • Ognuno ha la politica che si merita?

    Negli Stati Uniti Obama continua a vincere. In Italia PDL e PD cercano di fare la gara da soli, Di Pietro straparla, Veltroni fa fuori De Mita e promette posti da Ministro alla Bonino. In Emilia Romagna la Sinistra Arcobaleno è ad un bivio:

    SINISTRA ARCOBALENO: CREDIBILITA’, COERENZA, SENSO DI RESPONSABILITA’. L’AUT AUT DEL PDCI A FAVORE DELLA CANDIDATURA DI ROBERTO SOFFRITTI NON AIUTA

    Questa volta il PDCI è stato chiaro, limpido, trasparente: se Roberto Soffritti non sarà riconfermato parlamentare, dunque sistemato in posizione sicura nella lista bloccata decisa a Roma, rischia di saltare la Sinistra Arcobaleno.  

    In un attimo vengono spazzate via tutte le affermazioni di questi mesi che hanno visto il PDCI locale in prima fila nell’aderire, apparentemente, alle richieste della neonata associazione “Gente di Sinistra” e nel farsi principale testimonial del soggetto politico unitario, così nuovo, così diverso.

    “I Verdi ferraresi sbagliano – è stato il refrain di queste settimane – a vedere nella Sinistra Arcobaleno solo un’alleanza elettorale, questa è vecchia politica”.

    In effetti in una alleanza vengono almeno decisi assieme i criteri comuni per la definizione delle liste, comprese le modalità di valutazione del lavoro svolto dai parlamentari uscenti e la consultazione allargata della base. In questo caso, invece, si dà per scontato che ciascuno presenti il proprio “pacchetto” di nomi da sistemare sulla scacchiera nelle posizioni disponibili. E guai a mettere in discussione i candidati altrui. Se no salta tutto. Quindi non siamo di fronte alla nascita di un nuovo soggetto politico –  per questo occorrerebbero i congressi – e nemmeno di fronte a quella alleanza che noi auspicavamo. Questo è, semplicemente, un cartello elettorale. Un cartello elettorale può comunque essere strumento molto serio e credibile se si pone l’obiettivo – per noi elemento centrale – di proporre, e contrapporre alla Destra e al Partito Democratico, un diverso modello di vita, di società, di economia basato sulla sostenibilità ambientale e sociale, sui diritti, sulla laicità dello Stato. Programma coerente e candidati a ricoprire il ruolo di parlamentari ugualmente coerenti. Non ci nascondiamo dietro un dito: sappiamo bene che nessun partito ha preso in seria considerazione l’ipotesi “primarie”, che quasi nessuno anela ad una consultazione reale, che sarà difficilissimo anche per noi, pur non partecipando alla “corsa”, ottenere una seria traduzione pratica della formula contenuta nella mozione approvata domenica 17 febbraio dal nostro Federale nazionale:…l’esecutivo nazionale deciderà quali candidati proporre valutato il lavoro svolto dai parlamentari uscenti, aprendo alla società civile, consultando le realtà locali. Pensiamo, tuttavia, che se si presenta una lista unica tutti abbiano il diritto di esprimere valutazioni su quelli che poi risulteranno candidati di tutti. E’ vero che Roberto Soffritti è ora tesoriere nazionale del PDCI e parlamentare uscente, quindi in posizione favorevolissima per pretendere di essere riconfermato. E’ un desiderio legittimo ed evidentemente condiviso dal suo partito. Ci permettiamo però di notare che, a occhio, non ci sembra, onestamente, che egli possa essere considerato l’interprete ideale – in Emilia Romagna o nelle Marche non fa  molta differenza, questo per noi è ovvio – di quel programma appassionatamente illustrato da Fausto Bertinotti domenica 17 febbraio al Federale nazionale dei Verdi. Programma che sentiamo nostro. Se restiamo al merito, lasciando da parte veti e aut aut, dovremmo chiederci tutti, a partire dallo stesso Roberto Soffritti e dal suo partito, se questa eventuale candidatura sarebbe coerente con scelte programmatiche basate su di una forte critica ai concetti di crescita e di sviluppo e su politiche urbanistiche finalizzate al risparmio di territorio; se l’eventuale candidatura di Roberto Soffritti risulterebbe credibile di fronte all’obiettivo dichiarato dalla Sinistra Arcobaleno di contrastare la logica e la cultura delle “larghe intese”. Infine, l’eventuale candidatura di Roberto Soffritti aiuterebbe l’alleanza della Sinistra Arcobaleno a superare le difficoltà, a condurre a livello locale la migliore e più serena campagna elettorale possibile con l’obiettivo di raggiungere il risultato migliore possibile?

    E’ chiaro che gli stessi interrogativi occorre porseli anche su tutti gli altri potenziali candidati, i nostri compresi.

    Il momento politico è indubbiamente grave. I 12 punti programmatici del Partito Democratico indicano la precisa volontà di far arretrare l’Italia sui grandi temi ambientali e sociali e una visione del mondo e del futuro molto simile a quella di Berlusconi e Fini. Le forze della Sinistra Arcobaleno hanno la possibilità di dimostrare che un modo diverso di intendere la politica e di governare è possibile.  Occorrerebbe davvero agire, tutti, con grande senso di responsabilità.

     

    ESECUTIVO PROVINCIALE VERDI FERRARA