• Ciclisti illuminati

    Comincia domani sera alle 21, mercoledì 11 aprile, la campagna “Ciclisti illuminati”, nel doppio senso del termine, di visibili e di avveduti.  Infatti, un ciclista che si rendere visibile con le luci è un ciclista avveduto che tiene alla propria sicurezza.
    Promossa dall’Associazione Amici della Bicicletta di Ferrara con il contributo dell’AMI, la campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare i ciclisti a rendersi visibili sulle strade.

    Infatti, la visibilità laterale delle bici sugli attraversamenti o sugli incroci, in assenza di catarifrangenti alle ruote, è molto problematica esponendo così i ciclisti al rischio di investimento. Per altro i catarifrangenti alle ruote sono obbligatori come previsto dall’art. 68 del codice della strada.

    Appuntamento, dunque, in piazza Duomo in collaborazione con la polizia municipale dove installeremo sulle bici dei passanti i catarifrangenti. L’appuntamento successivo sarà mercoledì 18 aprile.

  • Sicurezza stradale all’italiota

    Dati un po' vecchi ma colpisce come il picco di morti si abbia negli USA (con obbligo di casco) dove l'uso è particolarmente basso, mentre in Olanda, laddove semplicemente l'uso della bici è più diffuso, ci siano meno vittime sulla strada per miliardo di km percorsi in bici.

    Obbligo di casco e di bretelle catarinfrangenti per i ciclisti e innalzamento dei limiti di velocità sulle autostrade a tre corsie a 150km/h.

    Questa la sicurezza stradale all’italiota.

    Per fortuna non sono l’unico a pensarla così.

    Non perchè il casco sia inutile, bensì è perchè l’obbligo ha il solo effetto di disincentivare l’uso consapevole della bici in città. Figuriamoci poi le bretelle catarinfrangenti di sera…

    E questo post è in fondo un invito alla disobbedienza civile.

  • andava ai 61 all’ora (con limite dei 50). e naturalmente farà ricorso.

    A Ferrara ora c’è la moda di prendersela con i vigili. Addirittura alcuni consiglieri del PDL raccolgono firme e adesioni per una fantomatica Associazione vittime dei Vigili Urbani. Dopo la levata di scudi contro MUSA (il sistema elettronico che dovrebbe semplicemente controllare che in ZTL entrino coloro che ne hanno diritto) ora tocca ai vigili in carne e ossa.

    Del resto il Partito delle Libertà fa il suo lavoro, se il suo sinistro presidente del consiglio puo’ fare quello che gli pare, anche gli altri devono poterlo fare. A patto che siano italiani, abbiano almeno un SUV, parcheggino abitualmente in divieto di sosta o in doppia fila e siano almeno un po’ predisposti alla prepotenza.

    Insomma un po’ come l’abolizione del semaforo rosso ai tempi dei referendum di cuore: “Per spazzare via tutti i lacci e lacciuoli burocratici che hanno finora bloccato gli investimenti in campo stradale“.

    Una volta in questa città il clima era diverso: ad esempio la didascalia della foto qui sopra, fonte comune.fe.it, sarebbe “Consegna di doni ai vigili in occasione delle festività natalizie”. Per la Befana del 1955 per la precisione.

    Oggi invece non ci si stupisce troppo se escono delle lettere così (in questo caso c’entra la Polizia Stradale di Codigoro, ma spiega il clima lo stesso):

    Multato sulla Romea a 61 km orari
    Caro Carlino,
    Vorrei raccontare brevemente quello che mi è successo il giorno 11 agosto 2008. Stavo percorrendo con la mia automobile la statale Romea 309 in direzione Venezia-Ravenna. Avevo due persone a bordo, quando siamo giunti davanti alla caserma della Polizia stradale di Codigoro, passando abbiamo notato l’autovelox, nascosto a fianco del guardrail posizionato su di un piccolo ponte che permette l’accesso alla suddetta caserma. L’autovelox era incustodito, non vi era nessun agente nei paraggi e l’autovettura della polizia stradale era all’interno della recinzione del distaccamento con le portiere aperte anch’essa abbandonata.
    Sul verbale si legge: «Non è stata eseguita la contestazione immediata in quanto la velocità e la tipologia della strada non hanno consentito di intimare l’alt in condizioni di sicurezza; quando di nostra spontanea volontà ci siamo fermati nella stazione di servizio pochi metri più avanti per accertarci che tutto ciò che avevamo visto fosse realtà. Sosteniamo che a 61 Km orari su una strada come la Romea ti fermano ovunque: come accennavamo prima, attigua alla caserma è situata una stazione di servizio dotata di ampio parcheggio.
    Riguardo al cartello per il controllo elettronico della velocità nessuno di noi lo ha notato, forse non c’era nemmeno il 14 ottobre 2008; mi hanno recapitato la contravvenzione con 5 punti e 158 euro. Naturalmente farò ricorso, il limite di velocità in quel tratto di strada è fissato a 50 km orari e dal verbale la mia velocità rilevata era di 61 km orari. Mi chiedo: se gli autovelox servono per fare prevenzione oppure solamente per fare cassa?

    Andrea Grazioli

    Ripeto per chi non avesse colto il ragionamento: “Naturalmente farò ricorso, il limite di velocità in quel tratto di strada è fissato a 50 km orari e dal verbale la mia velocità rilevata era di 61 km orari.

    Ma Perdincibacco! E i limiti di velocità servono come addobbo prenatalizio sulla strada, o per prevenire incidenti nella strada più mortale d’italia (SS 309, Romea. Incidenti per chilometro: 1,70. Morti per incidente: 0,10. Morti per chilometro: 0.17 – fonte ISTAT)?