• Manifesto per la Sinistra e l'Umanesimo sociale

    Manifesto per la Sinistra e l’Umanesimo sociale

    Manifesto per la Sinistra e l'Umanesimo socialePresentazione del libro di Simone Oggionni e Paolo Ercolani
    Manifesto per la Sinistra e l’Umanesimo sociale
    Prospettive per la Sinistra

    Ne parleremo con
    Simone Oggionni, autore del libro, coordinamento nazionale SEL
    Massimo Maisto, Assessore alle politiche culturali del Comune di Ferrara
    Raffaele Atti, Segretario provinciale CGIL
    Filippo Domenicali, Università di Lione
    Introduce
    Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente SEL

    Giovedì 31 marzo, ore 17,30
    Sala dell’Arengo – Palazzo Comunale
    Ferrara

    Gruppo consiliare comunale Sinistra Ecologia e Libertà
    EsseBlog – Una comunità di passioni

  • …ogni tanto…

    Dall’Avvenire, via Diary

    “La politica deve avere la forza non dico di fare pulizia, ma di stare attenta al proprio interno. La mafia si combatte con il coraggio delle scelte, la mafia non è di sinistra o di destra, ma ama il potere e occorre avere la consapevolezza e la responsabilità di chi è stato eletto di dire ogni tanto qualche no”

    Renato Schifani, Avvenire, 07.08.2008

  • Essere o non essere, questo è il problema…

    Da leonardo

    Da leonardo

    Essere o non essere, questo è il problema. È forse più nobile soffrire, nell’intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciar l’armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e, combattendo contro di esse metter loro una fine? Morire, dormire. Nient’altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest’è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire, dormire

    (William Shakespeare – Amleto – atto III, scena I)

    Quale partito vuol essere il PD? Si chiede Marcello Saponaro, all’interno di un dibattito molto vario sui blog d’Italia.

    Io ho la sensazione che il PD (almeno i suoi vertici) non voglia essere un partito. Quelle vecchie formule (magari anche stantie, ma democratiche) che prevedono assemblee, congressi, organi eletti. Il modello Forza Italia è troppo attraente e facile, ma allo stesso tempo è di difficile applicazione a strutture che mantengono qualche anticorpo della vecchia forma partito. Da qui l’incapacità di schierarsi, ovvero l’infinita paura di perder pezzi.

    L’immagine è da leonardo (omonimo) via lele. Mentre Alessandro Robecchi ci va giù duro, sul Manifesto di oggi:

    E’ giusto staccare spina? E’ giusto interrompere l’alimentazione forzata a un organismo in coma vegetativo che non riesce a prendere nessuna decisione autonoma? Bisogna porsi seriamente queste domande per affrontare il tristissimo caso di Walter Veltroni.
    Se mancava un tassello alla comprensione del fenomeno da parte dei suoi pur numerosi elettori, l’astensione del Pd sul conflitto di attribuzione e, in ultima analisi, sul caso di Eluana Englaro lo ha fornito. Così chiaro e così limpido che dai giornali amici ai blog lo sconcerto degli elettori è palpabile, a tratti feroce. E’ vero che il segretario del Pd non ha lasciato un testamento biologico, ma molti testamenti spirituali sì. I Kennedy (wow!). Obama (yes!). La passione per le battaglie civili, si può fare, I care, tutte cose che ripetute ossessivamente, sospese tra la retorica un po’ beat dell’altra America e la speranza fantascientifica di un’altra Italia. La leadership veltroniana nasceva sull’onda di un discreto fascino decisionista. Via la sinistra e i comunisti cattivi, via Mastella, via Dini (c’era pure la canzoncina), finalmente le mani libere! Doveva essere il valore aggiunto del Pd: noi da soli, senza forze esterne che ci condizionino, senza gente che ci tira di qui e di là. Ora, passati cento giorni, il caso Englaro permette di tirare un po’ di somme: finalmente c’è una battaglia civile sul tavolo, un argomento denso per spessore, vivo e urgente, tanto “civile” da toccare potenzialmente la vita di tutti noi. E cosa fa il partito che ha corso da solo per non farsi influenzare da nessuno? Scappa e si astiene. Essendo in netta contrapposizione la componente laica e quella cattolica all’interno del partito, si è deciso di non decidere. Le mani libere servono sì, ma solo per alzarle in segno di resa. In assenza dei comunisti cattivi, le mani libere le legano la Binetti, Rutelli, i teo-dem. Ora, il dibattito è ancora più attuale e gli elettori del Pd se lo chiedono: staccare la spina? Interrompere l’alimentazione forzata? Porre fine all’agonia? Che dite, si può fare?

    Trovate commenti anche di: Luca De Biase, Piovono Rane, Aioros, Alessandra Mantellini, Polvere e tanti altri.

    PS: perchè non paia io un po’ troppo strabico dirò che anche i Verdi fanno fatica a darsi regole democratiche dopo la disastrosa Costituente di Chianciano del 2000 e relativa deriva pecorariana. La neoportavoce (già Presidente) non comprende la differenza fra il suo ruolo oggi e quello di 8 anni fa. Allora era l’inconstrastata Presidente sostenuta dalle tessere di Pecoraro Scanio, oggi è la Portavoce di un partito che vorrebbe togliersi dal groppone quell’ingombrante e fallimentare esperienza. Almeno a parole. Ma evidentemente manca la volontà. Anche a parole…

  • Politiche di sinistra…. (4)

    Il piano di AirFrance/KLM prevedeva 2100 esuberi. Apprendiamo oggi dal sinistro Presidente del Consiglio che quello della cordata da lui tanto voluta ne prevede 5000. Come prevedeva il precedente governo.

    Ma salva l’Hub colabrodo di Malpensa per far contento Bossi, che nel frattempo è testimonial involontario di Ryan Air.

    Saranno meno contenti i sindacati, che dopo aver contribuito a far saltare l’accordo con Air France, ora vengono ammoniti dal nostro sinistro Presidente del Consiglio: “sindacati non devono mettere il bastone tra le ruote, altrimenti salta tutto”.

  • Politiche di sinistra…. (3)

    Perchè al Berlusca PotOp gli fa un baffo…

    Assegni sociali, allarme taglio. In 760 mila senza pensione
    La manovra cancella il contributo. A perderlo sarà circa il 95% degli aventi diritto fra anziani poveri, casalinghe, suore. Tutti individui con più di 65 anni che vivono in condizioni di indigenza. Ma anche gli italiani che hanno lavorato all’estero e sono tornati da poco. La Lega ammette l’autogol: “Nel mirino c’erano gli aiuti agli stranieri

    Da Repubblica.it.

  • Dal tramonto all’alba

    Interessante il risultato del sondaggio di repubblica.it sullo spazio a sinistra del PD.

    Era facile intuire che a sinistra del PD ci possa essere spazio per formazioni politiche, nonostante i risultati delle ultime elezioni politiche. I primi mesi di opposizione di Veltroni hanno aiutato i lettori di Repubblica a scegliere: oltre il 70% ritiene che lo spazio politico ci sia, almeno per una forza politica di sinistra.

    Da sottolineare però che per il 23% dei lettori ci sia spazio anche per una forza politica ecologista. Un dato non scontato e significativo. Anche se ancora marginale.

    Bisogna lavorarci, un po’ meglio di quanto fatto sinora, anche nel recente passato.

    Insomma bisognerebbe ripartire dal tramonto, di corsa verso l’alba…

  • Politiche di sinistra… (2)

  • Politiche di sinistra…

    A Singapore chi sporca viene punito con 7 frustate. Mi dispiace non poterlo attuare in Italia

    Silvio Berlusconi, da Repubblica.it. In effetti viste le politiche dell’ex Ministro Amato

  • Paradossi temporali

    assemblea verdi

    il dibattito interno ai verdi

    Ritorno al futuro era il titolo della mozione “Francescato/Pecoraro”. Il titolo, almeno quello, è azzeccato. Se dalla storia recente dei Verdi non si impara mai nulla (Grazia Francescato fu eletta proprio qui a Chianciano, 8 anni fa) la federazione dei Verdi ha dimostrato che dalle storie di fantascienza invece ha imparato molto.

    Come giustificare senno’ l’arrivo sul palco all’elezione di Grazia Francescato di Alfonso Pecoraro Scanio? Solo un paradosso temporale può giustificare la scena a cui abbiamo assisitito ieri sera. Il disastro della Sinistra Arcobaleno improvvisamente non esisteva più, cancellato dalla nostra linea temporale, e Francescato, Pecoraro, Bonelli, Cento, Guerra, De Petris sul palco a festeggiare.

    Fredric Brown non avrebbe poturo fare meglio.

    Buffoni.

  • Cose di sinistra

    chiaianoMassimo D’Alema ci prova. “Non solo la forza” dice parlando dello scontro fra polizia e cittadini in quel di Chiaiano. E’ la dichiarazione più di sinistra che ho ascoltato dall’opposizione parlamentare, tanto di sinistra da suscitare addirittura polemiche a destra.

    Sarà un caso, ma l’organo ufficiale del PD oggi, a firma Berselli, sembra piuttosto critico:

    Perché con ogni probabilità ci sarà da condurre una battaglia impopolare contro l’idea irresistibile che viviamo nel migliore dei mondi possibili, e in cui l’unico atteggiamento civile è l’applauso. Per questa battaglia, il governo ombra va bene, un’opposizione costruttiva va benissimo, ma una cultura, un progetto condiviso, cioè un’ipotesi di società desiderabile alternativa a quella di Berlusconi e soci, andrebbe anche meglio.

  • Non-Notizie della settimana

    verdiLa notizia della settimana non può essere la paura di vincere dell’Inter, perchè non è una notizia. Come non può esserlo, purtroppo, la disfatta del Bologna, che ci ha ormai abituato nell’ultimo decennio ai finali di stagione disastrosi. Potrebbe esserlo invece la probabile ultima partita arbitrata da Farina: non mi ha mai convinto come arbitro, e non solo per quel bologna-spal di tanti anni fa: ma io, come tutti, “non parlo mai di arbitri”.

    Sul fronte politico, preso atto che il fascismo ha modernizzato l’Italia, la non-notizia a destra è il fuoco di fila, interno ed esterno, sulla giovane pupilla del Silvio nazionale, la rossa Brambilla. Sempre a Destra il capolavoro veltroniano permetterà a Tremonti di far quel che vuole con il tesoretto, che infatti non c’è più: manco hanno fatto in tempo a cambiare la targhetta sulla porta…

    A sinistra l’ultima non-notizia: i Verdi cambiano per non cambiare. Tragicomica conclusione del Consiglio Federale Nazionale, che ha deciso di protrarre l’agonia dell’unico partito italiano che ha saputo cogliere con largo anticipo i temi e le soluzioni ai problemi di questo secolo. E che rimane ostaggio delle cordate di tessere.

  • Al peggio non c’è mai fine

    ferraraEh sì. Dopo la lista dei Pensionati, quella contro l’Euro, eccoci qua con la lista antiabortista, che un Ferrara lanciato a grandi passi verso la santificazione pone sul tavolo delle alleanze elettorali. Evidentemente non basta l’appello di Berlusconi per la moratoria ONU, la questione dell’aborto deve entrare ufficialmente nella contesa elettorale. In attesa di sapere quale sarà la risposta del PD della Binetti. Il che forse non è un male (almeno per la sinistra), anche se le precedenti esperienze (leggi procreazione assistita) dimostrano che l’universo femminile non è poi più tanto sensibile ai propri diritti. Non che quello maschile sia messo molto meglio, ma questi anni di Gregoraci-style temo abbiano fatto troppi danni…