• L’esodo

    Tutto è pronto a Benicàssim per la prima edizione in esilio del Rototom Sunsplash Festival. A pochi giorni dall’inizio del festival, strade, bar, balconi e finestre della città si sono riempite di bandiere e posters aspettando sabato 21 agosto, quando la diciassettesima edizione del più grande Festival Reggae d’Europa avrà inizio nella nuova location spagnola.

    Con il pretesto dell’art 79 della legge Fini-Giovanardi (e in particolare della fattispecie dell’agevolazione all’uso di stupefacenti) politica, magistratura e forze dell’ordine, con la suprema benedizione del sottosegretario Carlo Giovanardi, hanno costretto uno dei più grandi eventi musicali del continente a spostarsi in terra iberica. A nulla son serviti gli appelli e i messaggi di solidarietà: la follia proibizionista italiota ha avuto la meglio sul buon senso, sulla libertà di espressione del pensiero, sulla  cultura reggae e sul Rototom Sunsplash.

    L’Italia da sabato non sarà dunque più la “terra promessa” del popolo reggae. Ci ha perso il nostro paese, che ha lasciato andar via una importante realtà musicale e culturale. Non ci ha perso, per fortuna il Festival. Raddoppio secco degli abbonamenti venduti rispetto allo scorso anno, con numerosi bus in partenza da Milano, Torino, Genova e Venezia, ma anche dal Belgio, dalla Francia, dalla Germania, dalla Svizzera e dal Portogallo. In Spagna ci saranno delle minilinee che effettueranno più viaggi da Madrid, Barcellona e dalla Galizia. Pienone anche per le tratte aeree: sulle linee low cost sono ormai poche le possibilità di trovare posto, in particolare per il ritorno dopo i giorni conclusivi del festival. E anche l’organizzazione del Festivale che ha ricevuto il riconoscimento e il patrocinio della UNESCO come Evento Emblematico del Decennio Internazionale per una Cultura di Pace e Non Violenza da il suo contributo per diminuire l’impronta ecologica favorendo il car sharing sul proprio sito: se non avete ancora provveduto al viaggio, potrete forse trovare un passaggio.

    Insomma, è cominciato l’esodo del popolo del reggae.

    (post per il blog di fuoriluogo.it)

  • Refusi

    Vi ricordate lo spot coca cola, con il nonno di 102 anni che avrebbe vissuto, secondo la traduzione italiana, 3 secoli?

    Beh, l’hanno corretto, i secoli son tornati due.

    Ma non ancora su youtube

    ps: pare che in anche in Gran Bretagna uno spot Coca Cola abbia lasciato interdetto qualcuno

  • Non ci sono più gli spot di una volta…

    In famiglia si discute da un po’ di tempo di questo spot della Coca Cola. L’uomo più vecchio del paese (la Spagna, ho scoperto poi) che incontra la bambina appena nata e le spiega la bellezza della vita, anche in questi momenti di crisi.

    Lo spot è di una Agenzia Spagnola ed è adattata per l’Italia da JWT Milano: il video originale – tratto da italo-spagnola – lo trovate qui sotto.

    In Italia lo spot, tradotto, dice anche che il simpatico vecchietto ha “visto tre secoli”. Ora ragionando senza neanche fare troppo i puntigliosi un uomo che nel 2009 (ok, diciamo 2008, forse 2007?) ha 102 anni difficilmente è nato prima del 1905 e di secoli ne ha visti due.

    Nell’originale mi pare non ci sia “l’imprecisione” tutta italiota, talmente lampante da risultare fastidiosa (e mettere in dubbio l’efficacia di tutto lo spot). Confermato dalla traduzione, sempre da Italo Spagnola:

    Ciao Aitana, mi chiamo Josep Mascaró e ho 102 anni. Sono fortunato. Fortunato per essere nato, come te. Per poter abbracciare mia moglie. Per aver conosciuto i miei amici. Per aver detto loro addio. Per essere ancora qui.

    Ti chiederai qual è la ragione di venirti a conoscere oggi: in molti ti diranno ‘ a chi viene in mente di arrivare con i tempi che corrono, che c’è la crisi, che non si può?’…questo ti renderà forte. Io ho vissuto momenti peggiori di questo, ma alla fine l’unica cosa che ricorderai saranno le cose belle. Non intrattenerti con le stupidaggini, che ce ne sono, e va’ a cercare ciò che ti rende felice, che il tempo corre in fretta.

    Ho vissuto 102 anni e ti assicuro che l’unica cosa che non ti piacerà della vita è che ti sembrerà troppo breve. Sei qui per essere felice.

    Insomma in Italia non ci si puo’ più fidare delle pubblicità. Mentono, spudoratamente, anche quelle…

    L’originale:

    La Traduzione italiota:

    Anche su BegComunicazione e ilComunicatore, che però glissano sul dettaglio..