• Cona, i parcheggi, il bus e la metropolitana

    Bus per Cona. foto AMI Ferrara

    Bus per Cona. foto AMI Ferrara

    Comunicato Stampa
    L’ospedale a Cona, i parcheggi, il bus e la metropolitana di superficie
    Il vero problema è capire che tipo di mobilità vogliamo. Se ci deve essere un intervento della collettività si favorisca il TPL aumentando subito le frequenze dei bus per l’ospedale di Cona. Cispadana è l’emblema della strada sbagliata: andando avanti così pagheremo sempre più cari i mancati investimenti sul Trasporto Pubblico Locale.

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente eletto nella lista di SEL:

    “E alla fine sono divampate le polemiche sui parcheggi a pagamento a Cona. Sono polemiche legittime, giustificate in particolare dall’entità delle tariffe proposte da Prog.Este. Sono però polemiche un po’ a scoppio ritardato, visto che il fatto che i parcheggi dovessero essere a pagamento era cosa ben risaputa, il quando ed il quanto un po’ meno. E’ evidente che la sciagurata collocazione del nuovo ospedale rende più difficile ogni ragionamento, ed è ancora più evidente che l’incredibile ritardo nell’attuazione di scelte di mobilità pubbliche dello scorso secolo (leggi cantiere della metropolitana di superficie) mette in luce l’inadeguatezza dei servizi di trasporto pubblico verso il nuovo Ospedale. Purtroppo non sarà nemmeno l’auspicata pista ciclabile per Cona a risolvere i problemi di accesso degli utenti all’Ospedale.

    Cona, investiamo sul TPL?

    Va ricordato che il Comune di Ferrara già oggi, con cospicue risorse proprie, finanzia la linea 6 per Cona arrivando a garantire una frequenza di 4 corse all’ora dalle 8 alle 15. Resta il tema del tempo di percorrenza, che è comunque di poco superiore a compiere lo stesso tragitto con la propria auto. Se ricordo bene credo che il nostro sia praticamente l’unico Comune della Provincia a mettere soldi sul TPL, anche a fronte di un quadro provinciale che non favorisce certo il trasporto pubblico urbano della nostra città. Questo quadro va rivisto al più presto ponendo la questione sul tavolo provinciale e regionale. Come del resto, a chi invoca un intervento della collettività (leggi Comune) per “calmierare” le tariffe dei parcheggi, va posta una domanda di buon senso: non sarebbe meglio investire quelle stesse risorse per aumentare ancor di più le frequenze del Trasporto Pubblico, arrivando finalmente intorno ai 10 minuti (ovvero una frequenza degna di un TPL efficiente), e magari intervenire per rendere più veloce il tragitto, piuttosto che agevolare ulteriormente il trasporto privato?

    La mobilità che vogliamo

    Perchè il vero problema è decidere che tipo di mobilità vogliamo per il nostro futuro. Purtroppo mi pare che il dibattito nazionale e regionale sia ancora ancorato a vecchi modelli. I cori da stadio utilizzati, anche da amministratori che stimo, per sostenere quel depauperamento di risorse pubbliche e territorio che si chiama “Cispadana”, diverranno lacrime di coccodrillo quando il raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi sarà reso a pagamento, uscita per Cona compresa. Allora oltre al parcheggio si pagherà anche il pedaggio, a meno di costose e discutibili strade complanari. Insomma, continueremo a pagare sempre più caro, sia come privati cittadini che come collettività, i mancati investimenti sul Trasporto Pubblico Locale.

    La metropolitana di superficie

    Certo non aiuta la causa del trasporto pubblico locale lo sfortunatissimo cantiere della Metropolitana di Superficie. Che, va sottolineato, non è importante solo per i cittadini di Via Bologna, o per gli utenti di Cona, ma è fondamentale per il futuro della nostra città. Ricordo che l’intero Piano Strutturale Comunale ha concentrato le (eventuali) espansioni su quell’asse di mobilità pubblica, mentre sarebbe strategico un suo sviluppo sia verso Pontelagoscuro che verso Bondeno. In questa legislatura il consiglio comunale nella sua interezza ha giustamente posto molta attenzione su questo cantiere, chiedendo più volte a FER un aggiornamento sullo stato dei lavori. Nelle prossime settimane convocherò un’altra commissione informativa sulla situazione del cantiere della metropolitana di superficie. E’ diventato purtroppo un appuntamento semestrale, perché su quel cantiere la città non ha solo bisogno di risposte, ma anche di fatti.”

    Leonardo Fiorentini
    Presidente Gruppo consiliare SEL del Comune di Ferrara

    Ferrara, 18 febbraio 2016

  • interpellanza sul blocco dell’A13 causa nebbia e su come garantire la mobilità dei pendolari verso Bologna

    Ferrara, 17 dicembre 2015

    Al Sindaco di Ferrara

    Oggetto: interpellanza sul blocco dell’A13 causa nebbia e su come garantire la mobilità dei pendolari verso Bologna.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    Premesso

    che martedì 15 dicembre una serie di incidenti sull’Autostrada A13 hanno causato purtroppo numerosi feriti ed una vittima, nonchè la chiusura del tratto ferrarese.

    Considerato

    che mercoledì 16 dicembre in via preventiva è stato deciso, a causa delle condizioni di scarsa visibilità dovute alla fitta nebbia, di chiudere le entrate dell’autostrada A13 di Occhiobello, Ferrara Nord, Ferrara Sud e Altedo.

    Tenuto conto

    che tale decisione ha riversato l’intero traffico pendolare e non solo sulla viabilità statale e provinciale causando serie difficoltà per i numerosi cittadini ferraresi che per lavoro si devono recare quotidianamente a Bologna, ma anche alla stessa mobilità cittadina.

    Considerato

    che l’alternativa all’uso dell’auto per i pendolari ferraresi verso Bologna potrebbe essere un servizio pubblico, in particolare su rotaia, realmente efficiente.

    Rilevato

    che da tempo i comitati dei pendolari lamentano la scarsa attenzione di Trenitalia nei loro confronti, sia per quel che riguarda la qualità del materiale rotabile, che per gli orari e la puntualità dei treni

    Chiede

    • da chi è stata presa la decisione di chiudere le entrate autostradali e se tale decisione è stata in qualche modo concordata con le autorità locali;
    • quale sia stato l’impatto sul sistema della mobilità cittadina e comunale di tale chiusura nelle due giornate citate;
    • per quale motivo non siano state utilizzate altre soluzioni come l’utilizzo di “safety car” per garantire il transito a velocità di sicurezza in luogo della chiusura;
    • se, prevedendo che una situazione come quella legata alla nebbia si possa ripetere, sia realizzabile un piano di emergenza che preveda la messa a disposizione di corse straordinarie di treni verso Bologna;
    • quale siano le prospettive rispetto all’ipotesi della realizzazione della terza corsia sulla A13 nel tratto fra Ferrara Sud e Bologna Arcoveggio;
    • se, in un’ottica di migliore efficienza della mobilità cittadina verso il capoluogo di Regione questa amministrazione abbia intenzione di intervenire con Regione e Trenitalia affinchè sia rafforzato il servizio di treni regionali verso Bologna, sia con un incremento della frequenza – laddove tecnicamente ed economicamente possibile – che con una revisione degli orari che vadano incontro alle esigenze degli utenti, nonchè con investimenti sia nel rinnovamento del materiale rotabile che nelle infrastrutture di collegamento.

    Cordiali saluti.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

  • Traporto pubblico, nuove proposte per il nuovo consiglio

    Traporto pubblico, nuove proposte per il nuovo consiglio

    da Ami 20 proposte per la prossima consigliatura, mentre Fiorentini chiede di ‘regalare’ un anno di abbonamenti ai 18enni

    da Estense.com

    Riprendono i lavori nella commissione trasporto pubblico del Comune di Ferrara con il primo incontro del nuovo consiglio con i vertici delle agenzie per la mobilità. Ieri i consiglieri che compongono la commissione, presieduta da Leonardo Fiorentini di Sel, hanno incontrato l’amministratore unico di Ami Giuseppe Ruzziconi e Paolo Paolillo e Maurizio Buriani, direttore e consigliere di Tper. Ruzziconi ha presentato ai politici in consiglio 20 proposte per il trasporto pubblico realizzabili nel prossimo quinquennio e rivolte a tutti i settori della mobilità pubblica: dagli autobus ai treni, passando per il bike-sharing e per il servizio di trasporto in corriera all’aeroporto di Bologna. Particolarmente attento ai conti l’assessore Modonesi, che ha ricordato i numerosi tagli che hanno preso il via dal 2011, anno in cui lo Stato centrale cominciò a chiudere i rubinetti dei finanziamenti agli enti locali, mentre tra le proposte messe in campo dai consiglieri vale la pena rticordare quella di Fiorentini, che propone un anno di abbonamento gratis ai diciottenni per favorire la cultura del trasporto sui mezzi pubblici.

    Idee che comunque dovranno fare i conti con la situazione economica complessiva delineata da Ruzziconi: “Dobbiamo sperare che nei prossimi mesi il governo riesca a trovare coperture sufficienti per gli enti locali”. Al momento infatti è attivo un fondo di 4,9 miliardi destinato al trasporto pubblico, ma secondo Ami la quota da raggiungere è pari a 6,3 miliardi, “in modo da assicurare gli investimenti programmati alle imprese operanti nel settore”. Investimenti che si dividono in due categorie: rinnovo del parco mezzi e ampliamento (o mantenimento) dell’attuale copertura dei servizi. Ruzziconi si concentra soprattutto sul primo elemento: “I nostri mezzi in media superano i dieci anni di anzianità, ma in altre realtà alcuni autobus sono quasi ‘maggiorenni’”.

    Nel complesso consiglieri comunali e amministratori delle aziende si dichiarano piuttosto soddisfatti del servizio reso negli ultimi anni, soprattutto in relazione ai tagli statali che hanno fatto calare i finanziamenti di 260mila euro nel 2011 e di 350mila euro nel 2012 e nel 2013, per un totale di 960mila euro in tre anni. È ovvio però che in un contesto simile le lamentele non manchino, soprattutto da parte degli abitanti delle frazioni secondarie che hanno visto i servizi ridursi e i passaggi di alcune linee diventare meno frequenti: “Le risorse sono quelle che sono e bisogna cercare di ottimizzare – dichiara Buriani di Tper -. Bisogna considerare che ogni chilometro di servizio costa due euro, che bisogna moltiplicare per ogni passaggio che l’autobus farà durante l’anno. Non esistono ‘mezze corriere’ o ‘mezzi autisti’: il costo è sempre quello e bisogna riuscire a coprirlo”.

    E in un momento di simili ristrettezze economiche, è la stessa Ami ad avanzare venti proposte da realizzare per il prossimo quinquennio, divise in cinque diverse categorie: interventi di breve periodo (fare transitare autobus piccoli per il centro storico e mantenere il potenziamento della linea 6 per l’ospedale di Cona, con possibile estensione al centro abitato), di medio periodo (riqualificazione del parco mezzi con autobus a metano, riequilibrare il trasporto extraurbano-urbano, sviluppare il progetto Gim sul monitoraggio in tempo reale della posizione dei mezzi), mobilità pubblica (conservare il servizio di trasporto all’aeroporto di Bologna e metterlo in connessione con la costa, introdurre un ticket di accesso in città per i bus turistici, riqualificare la linea ferroviaria Ferrara-Codigoro, facilitare il trasporto biciclette sui mezzi pubblici) e mobilità ciclabile (creare un percorso per l’ospedale di Cona, realizzare un parcheggio pubblico davanti alla stazione ferroviaria, ridiscutere il sistema di bike sharing con l’università). Ultima proposta – per ora solo nel campo delle ipotesi – è quella di valutare i costi e i benefici di una possible sviluppo societario o di una integrazione di Ami con altre aziende.

    Meno tecnica e certamente ben accetta dai ragazzi e dai genitori è la proposta di Fiorentini, che ipotizza un ‘regalo di compleanno’ da parte del Comune a tutti i ragazzi e le ragazze che compiono 18 anni. Un modo – secondo Fiorentini – di abituare i giovani all’utilizzo dei mezzi pubblici al posto delle automobili, anche se Modonesi mette subito in guardia sui costi da sostenere per il Comune: “Sono tutti fondi che vanno trovati”.

  • Dalla parte del bufalo - intervento sulle linee programmatiche del Sindaco Tagliani

    Dalla parte del bufalo

    Come saprete mi sono candidato con una posizione piuttosto critica rispetto alla scorsa amministrazione, in particolare per alcune scelte che oggi non ho il tempo di ripercorrere ma che credo risulteranno sullo sfondo di questo intervento.

    Ringrazio il Sindaco per la sua relazione, che mi permette di interloquire nel merito di quello che dovremo fare da qui in avanti. Siccome questo è un dibattito, e non un panegirico, vorrei brevemente fare alcune sottolineature, anche per rilanciare alcune questioni, su cui credo ci sia bisogno di confronto.

    Urbanistica

    Il Sindaco sembra avermi tolto le parole di bocca quando in materia di urbanistica, analizzando il mercato (che non c’è più) dell’edilizia dice che “il nostro tessuto delle costruzioni è chiamato ad un rapido adeguamento”. Per quanto mi riguarda è da quando, 15 anni fa, proponevo di far pagare al Comune corsi di aggiornamento per la ristrutturazione edilizia ed energetica per i dipendenti della coopcostruttori che ritengo ineludibile necessità che il settore edilizio ferrarese si confronti con il futuro. Insomma l’adeguamento poteva essere più lento e dolce, ma ormai non c’è più tempo: rilanciando le parole del sindaco, credo che questo Consiglio dovrà porsi presto l’obiettivo di rivedere l’entità degli oneri immaginando premialità economicamente forti da qui al 2021 per chi costruisce case di alta qualità edilizia e sismica a consumo zero. L’obbligo della direttiva UE per le nuove costruzioni energeticamente passive scatterà tra 7 anni, noi oggi abbiamo il compito di indirizzare il tessuto produttivo e dobbiamo fare in modo che oggi una casa passiva sia competitiva anche nei costi con una “tradizionale”. Per farlo dobbiamo azzerare i costi di costruzioni e gli oneri per le case a consumo zero e antisismiche, prevedendo sconti a scalare sino al 2021. Solo così incentiveremo realmente le imprese locali ad acquisire il know how e le tecnologie per tornare ad essere competitive sul piano locale.
    L’altra grande questione è il consumo di territorio: togliamo subito aree edificabili inutili dal RUE, bene ha fatto il Sindaco a porre la questione, ma pensiamo anche avanti e riflettiamo se il prossimo POC debba essere un Piano che finalmente non consuma più territorio ma mette in gioco esclusivamente aree che è necessario per la Città che vengano riqualificate o rigenerate perché oggi scheletri senza vita dentro o alle porte della città.
    Sempre guardando al futuro, mentre tutti si riempiono la bocca di Banda Larga e poi nessuno fa nulla, la pianificazione urbanistica deve prevedere fra le infrastrutture da implementare anche quelle telematiche, siano reti a fibre ottiche o reti WIFI.

    Turismo e territorio

    Dobbiamo mettere al centro dell’idea di crescita della nostra città il nostro grande patrimonio culturale, storico e ambientale. Centralità non significa certamente esclusività, ma è fuori di dubbio che il settore turistico e culturale è quello che può dare, con investimenti limitati, più opportunità all’imprenditoria, in particolare quella giovanile. Dobbiamo creare un nuovo modello di governance che sappia rendere la cultura diffusa sul territorio fulcro della crescita culturale, sociale ed economica della città. Servono pensieri lunghi e orizzonti ampi per dare uno slancio europeo al tessuto culturale ferrarese.
    Ferrara come settima stazione del Parco del Delta del Po che è stata giustamente richiamata dal Sindaco può essere il punto di partenza per ricostruire il rapporto fra la città e il suo territorio dopo il venire meno delle politiche provinciali. Significherà creare un rapporto sinergico con la provincia, con la città che si propone finalmente come porta di accesso alle innumerevoli risorse ambientali e culturali del territorio per rendere effettivo il riconoscimento UNESCO a Ferrara, Città del Rinascimento e il suo Delta del Po.

    Agricoltura, periurbana in primis

    L’amministrazione già ha fatto molto per promuovere l’agricoltura di qualità, i prodotti locali e quindi la filiera corta. La sfida che vedrà impegnato il Comune in un settore fin qui gestito dalla Provincia è tutta da scoprire. Nel frattempo possiamo però fare altro: ad esempio possiamo costruire percorsi per l’affidamento a cooperative di lavoratori (di giovani, disoccupati e altri soggetti svantaggiati) dei terreni che il POC prevede siano ceduti all’amministrazione sia per il mantenimento della fascia agricola periurbana che per il rimboschimento (naturalistico o produttivo) per creare nel lungo termine una filiera cortissima che garantiscagestione ecologicamente ed economica sostenibile delle aree agricole e boschive periurbane.

    Acqua pubblica

    Ringrazio il Sindaco per aver aperto la strada ad una discussione “serena, concreta e senza pregiudizi” sul sistema di gestione del Servizio Idrico. Per quanto mi riguardo credo che l’Acqua debba essere pubblica, ed anche la sua gestione, non per ideologia ma perché essa è bene primario per l’esistenza della vita. Più di un’aula scolastica e più di un presidio sanitario, per intenderci. Da parte nostra formalizzeremo nei prossimi mesi una proposta di commissione speciale che si ponga l’obiettivo di conoscere, studiare, analizzare, ed elaborare una proposta concreta di gestione da consegnare al prossimo mandato amministrativo (o da attuare prima, chissà).

    Le aziende

    Sempre in termini di aziende e servizi pubblici, le proposte del Sindaco ci offrono alcuni spunti di riflessione. Se la fusione AMSEFC – Ferrara TUA può essere una proposta che migliora la capacità di intervento municipale sui servizi locali, altro va detto su altre aziende. Comprendo che vi sia, anche in Giunta, chi non aspetta altro un provvedimento governativo di obbligo per attuare scelte, queste sì profondamente ideologiche, di dismissione del patrimonio pubblico, ma io continuo a ritenere che l’esperienza di intervento pubblico in campo socio-sanitario rappresentato dalle Farmacie comunali sia non solo da tutelare ma da valorizzare ulteriormente. Una esperienza che al contempo ha saputo mantenere presidi importanti laddove il privato mai avrebbe investito, e tenuto testa al mercato introducendo pratiche innovative di servizio alla cittadinanza alle quali i privati hanno dovuto adeguarsi. Una esperienza che, ricordiamolo, conferisce alle casse comunali ogni anno più di 600.000 euro fra utili e contratto di servizio, anche in questi anni di crisi.
    Altro discorso si potrebbe fare su Hera, ma vedo che finalmente anche altri cominciano a porsi dei dubbi sulla reale capacità del Comune/socio di poter incidere sulle politiche aziendali. A dire la verità si era abbastanza soli ai tempi della fusione per incorporazione Agea-Hera a porli i dubbi, questa forse potrebbe essere il mandato giusto per tirare le fila di questa esperienza.

    La scuola

    Le mutevoli necessità del sistema scolastico rispetto ai bisogni della popolazione ci lasciano un sistema ormai ampiamente integrato fra risposta pubblica e privata. La rigidità dell’organizzazione pubblica, e le normative di vincolo in alcuni casi superate, hanno reso necessarie esternalizzazioni che seppur non hanno avuto evidenti incidenze sulla qualità del servizio hanno scaricato le diseconomie sui lavoratori “esternalizzati” e sul loro reddito. Non solo andranno valutate con grande attenzione ulteriori proposte di processi di esternalizzazione, proponibili solo in cambio di una stabilizzazione del rapporto di lavoro e comunque mantenendosi ampiamente al di sotto dei termini dell’accordo con i sindacati.

    Una città gioiosa viva e accogliente

    Quella che noi dobbiamo costruire è una città gioiosa, viva e accogliente: gioiosa per i bambini, viva per i giovani e accogliente per tutte le famiglie, comunque siano composte. Dobbiamo mettere al centro della nostra visione le nuove generazioni, garantendo loro opportunità per costruirsi un futuro lavorativo e serenità per costruirsi una famiglia. Anche per questo dobbiamo salvaguardare i servizi a tutela di minori e donne, perché rimangono soggetti sostanzialmente dimenticati dai fondi per la non autosufficienza: se nuove soluzioni, affido familiare a parte, devono trovarsi per l’assistenza ai minori queste non dovranno mai mettere in secondo piano la qualità dell’intervento mentre vanno assolutamente salvaguardate, in tempi di incomprensibili tagli governativi, le realtà a sostegno delle donne vittime di violenza, a partire dal Centro antiviolenza cittadino.
    Nonostante il Vescovo i giovani, studenti, lavoratori o disoccupati che siano devono vivere in una città che non ne sfrutti solo la capacità di pagare affitti e definisca postribolo i luoghi in cui vivono la sera. Dobbiamo (ri)costruire una città che permetta ai più giovani di esprimere la loro identità, le loro passioni ed anche, nel rispetto di tutti, la loro voglia di divertimento. Dobbiamo creare spazi e opportunità per la creatività giovanile con un bando pubblico per l’affidamento, anche temporaneo, degli immobili comunali in disuso a realtà associative, culturali e imprenditoriali innovative costituite da giovani.
    Dobbiamo, nonostante Vescovo e Sentinelle, far valere il registro delle Unione Civili in tutte le graduatorie comunali, e nonostante Sentinelle e Vescovo dobbiamo riconoscere i matrimoni e le adozioni, anche fra persone dello stesso sesso: come successo per via giudiziaria a Grosseto, il Comune deve per via amministrativa accettare la trascrizione nei registri degli atti di Stato Civile avvenuti all’interno dell’Unione Europea.
    Dobbiamo moltiplicare le social street, la gestione condivisa delle aree verdi, dei campi sportivi, ridare insomma slancio a quella solidarietà urbana che è l’unico antidoto al degrado e alla marginalità. 10/100/1000 vie Pitteri, più strade chiuse al traffico e più bambini che giocano in strada, più orti urbani e più giovani che fanno sport, a partire da quelli semplici e di base in impianti sportivi finalmente adeguati, a partire dal campo scuola (ma su questo mi pare ci sia sensibilità in consiglio)

    Cispadana Vs treni

    Alla nostra città, al nostro territorio, non serve nuovo asfalto. L’autostradalizzazione della Cispadana e della Ferrara Mare, come del resto la Orte Mestre, sono solo regali fuori tempo massimo ad una idea di strada=sviluppo che ormai ha segnato il passo.
    A Ferrara serve che i Frecciargento fermino 8, 12, 16 volte e non solo le 4 di oggi ad orari peraltro improbabili, non solo perché i ferraresi possano ritornare ad usarle ma anche perché i turisti possano apprezzare della nostra città oltre alle emergenze culturali, anche la posizione strategica, ad un’ora da Firenze e Venezia e centro di un’ipotetica (e siamo solo nel 2014) connessione ferroviaria diretta fra Ravenna e Mantova.
    A Ferrara servirebbe anche poter arrivare al suo mare in treno. Mancano pochi chilometri per renderlo possibile. Serve la volontà politica di scegliere quale tipo di mobilità vogliamo, quella intelligente o quella che ci fa star in coda per ore, consumando combustibili fossili, inquinando l’aria e purtroppo, troppo spesso, rischiando anche la vita.
    A Ferrara serve che i pendolari possano viaggiare su treni che non partano anch’essi ad orari improbabili oltre che a temperature improbabili, perdendo così, in malo modo, tempi di vita in qualunque modo meglio spesi, mentre i nuovi treni ad alta capacità appaiono incredibilmente in tarda serata, quasi volessero tenerli da conto e non darli in pasto agli “affamati” di posti a sedere.
    A Ferrara, infine, serve un sistema di Trasporto Pubblico Locale che sappia finalmente integrarsi con una città che si muove talmente bene in bicicletta e a piedi che alla prima pioggia va in tilt. Mezzi più piccoli, linee più corte, più coincidenze ma più frequenze sono solo spunti di riflessione: bisogna aprire come giustamente proposto dal Sindaco da subito un confronto con AMI e Tper per cercare soluzioni innovative. E nel frattempo, possibilmente, terminare la metropolitana per l’Ospedale.

    Rifiuti

    Ne parleremo dopo per cui non vi annoierò sulla questione rifiuti: dobbiamo semplicemente passare dalla “sperimentazione” (ormai ultradecennale) della raccolta porta a porta implementando un sistema misto integrato compatibile con le caratteristiche urbanistiche e sociali dei diversi quartieri della città. Dobbiamo porre come obiettivo delle politiche sui rifiuti l’azzeramento del residuo “a smaltimento” con l’obiettivo a breve termine di raggiungere almeno l’obiettivo del 75% di raccolta differenziata.

    VIA per la geotermia

    Sulla Geotermia, sulla quale non sono/siamo certo aprioristicamente contrari, esprimeremo un parere compiuto una volta depositato il progetto, ma due cose sono certe: la prima è che un impianto di tali dimensioni ed importanza per la città, che nella sua ultima ipotesi prevede anche una importante opera di bonifica, situata giusto ai margini del perimetro UNESCO e all’interno di quella che dovrebbe essere una nuova stazione del Parco del Delta, richiede un procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. Dovrebbe chiederlo direttamente Hera, per trasparenza del procedimento, per garanzia del rispetto del luogo in cui viene realizzato e di chi ci vive intorno ma anche per garanzia del proprio investimento e dei propri stessi soci. Nel caso non lo facesse dovrebbe chiederlo il Comune. Sennò lo chiederemo noi.
    La seconda è che va rivisto il contratto di servizio, in particolar modo rispetto alle tariffe, che devono essere parametrate ai costi effettivi e non ad un costo di un mercato, quello del metano, volatile come un gas sempre più raro e che garantisce quindi extraprofitti immotivati dallo sfruttamento di un bene pubblico.

    La prateria a sinistra del PD

    Mi si permetta di chiudere con una nota squisitamente politica. A sinistra del Partito Democratico si è aperta una prateria. Una prateria piuttosto disabitata direte voi, del resto già il solo fatto che sia io a rappresentare l’estrema sinistra in questo consiglio la dice lunga sul suo stato di salute. Ma è una prateria piena di valori, idee e sogni che attende solo di essere ripopolata delle persone che deluse se ne sono allontanate. Nel mio piccolo, come eletto indipendente nelle liste di SEL, sono a disposizione di tutti coloro vorranno interloquire, confrontarsi, costruire proposte e partecipare alla vita anche amministrativa della nostra città. Un confronto aperto anche con coloro che non hanno votato SEL e il suo candidato Sindaco e che oggi non sono rappresentati in consiglio. Un confronto che credo sarà utile a tutta la coalizione che governerà per i prossimi 5 anni, perché ci sia sempre chiaro che al di fuori di questo consiglio, alla nostra sinistra ci sono istanze, idee e passioni che meritano di essere considerate.

    A proposito di praterie, mi viene in mente per chiudere un verso a me particolarmente caro di Francesco De Gregori:

    “Tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi:
    la locomotiva ha la strada segnata,
    il bufalo può scartare di lato e cadere.”

    Sarà, ma io sono sempre stato dalla parte del bufalo.

    [Intervento in occasione della discussione del documento programmatico del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani.]

    ‘Ferrara nel suo territorio’: le linee programmatiche di mandato 2014/2019: ecco il testo relativo alle ‘Linee programmatiche di mandato 2014/2019’ che il sindaco Tiziano Tagliani ha presentato durante la seduta del 7 luglio 2014 del Consiglio comunale di Ferrara. Scarica in pdf: linee-programmatiche-di-mandato-2014_2019.pdf.