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    «Non viviamo nel Medioevo»

    Schermata 2014-10-24 alle 18.59.51«Non viviamo nel Medioevo»

    Pd e Sel contro le parole del vescovo Negri sui matrimoni gay

    QN – Il Resto del Carlino del 25/10/2014 , articolo di MARGHERITA GIACCHI ed. Ferrara p. 13

    di MARGHERITA GIACCHI ALLE PAROLE, seguono molto spesso reazioni. E quelle del vescovo Luigi Negri ne ha suscitate parecchie. Le sue affermazioni sui matrimoni gay e sull’impossibilità, da parte della Chiesa, di riconoscerli, non sono andate giù a molti. E chi le ha digerite, ha comunque dovuto mangiare un boccone amaro. Che l’amministrazione si trovi un po’ fra due fuochi, è risaputo. Da una parte, l’Arcigay che chiede il riconoscimento delle coppie. Dall’altra, appunto, la ferma posizione di Negri. «Non mi stupisce che il vescovo abbia apprezzato lo spirito ‘conservatore’ che alla fine ha prevalso ed è stato raccolto nel documento finale del recente Sinodo sulla Famiglia, la cui discussione invece aveva lasciato sperare in positive aperture», dice l’assessore alle Pari opportunità Annalisa Felletti. Che, comunque, un’apertura al riconoscimento preteso dalle coppie omosessuali la fa: «Ritengo intanto positivo che l’Anci si sia fatto portatore delle posizioni e delle esigenze dei Comuni. Credo ci sia urgenza che il Parlamento legiferi, in merito, e che si prenda una posizione rispetto alla società che cambia». Nello specifico, spiega ancora la Felletti, «stiamo portando avanti un percorso partecipativo con le associazioni. Forse non riusciamo entro l’anno a regolamentare la questione, ma sicuramente è nei piani». Più duro, invece, il consigliere comunale di Sel Leonardo Fiorentini: «Ci vorrebbe sempre la consulenza di un buon medievalista per interpretare le parole del vescovo Negri che sembra – dice – essere legato un po’ troppo al tempo che fu delle crociate e del potere temporale della chiesa. Purtroppo per lui il papa ha smesso di essere Re a Ferrara nel 1859, e gli annuncio che da allora la dottrina cattolica non è legge in questo Stato. Nessuno vuole imporre a Negri di officiare matrimoni fra omosessuali: semplicemente con la trascrizione dei matrimoni all’estero e presto, mi auguro, anche con la regolamentazione di unioni di fatto e matrimoni omosessuali si vuole che lo Stato garantisca a persone che si amano la tutela di diritti e doveri. Davvero non si capisce perché il vescovo voglia continuare ad imporre la sua visione. Almeno so cosa regalagli per Natale – ironizza Fiorentini -: un calendario del 2015, così che possa ricordarsi che il medioevo è finito». E sull’argomento interviene anche Paolo Calvano, candidato Pd in Regione: «Dove c’è amore e dove c’è una coppia, c’è anche una famiglia – dice -. Non importa se a fondarla siano due donne, due uomini, o una donna e un uomo. Pensiamo ai bambini prima di tutto che sono avvolti da quell’amore. Facciamolo con serenità senza contrapposizioni ideologiche. La società – dice Calvano – va avanti, conquista diritti che col tempo diventano sacrosanti. La politica deve saper fare la sua parte per agevolare questo percorso. Deve arrivare prima e non dopo». Ma il freno tirato da Negri non passa inosservato.