• Spose bisognose e di buona condotta morale e civile

    Siccome al peggio non c’è mai fine vi riporto qui sotto il bando del Comune di Torre del Greco che ha deciso di premiare i maritaggi (non si chiamavano matrimoni?) in chiesa delle proprie figliuole bisognose e di buona condotta morale e civile.

    E se qualche miscredente si volesse sposare in Comune? Probabilmente bollo sulle pubblicazioni raddoppiato, mentre si è in attesa dell’asta CONSIP per la gogna da mettere in uscita dal Palazzo Municipale..

    Commenti anche da UAAR, il mondo di galatea, Femminismo a Sud e Alberto Cane.

    Città di Torre del Greco
    Provincia di Napoli
    3^ Area –Servizio Politiche Socio-Educative

    A V V I S O P U B B L I C O

    PREMIO MARITAGGIO A FAVORE DI FANCIULLE BISOGNOSE

    anno 2010

    L’Amministrazione Comunale come per gli anni decorsi,  intende intervenire in favore di fanciulle bisognose residenti in questo Comune con la concessione di un premio maritaggio.

    Detti premi verranno assegnati secondo apposita graduatoria che determinerà l’ entità del premio da concedere alle richiedenti.

    Le  interessate di età non superiore a 30 anni  possono presentare istanza di ammissione al beneficio dal 07/06/2010   al 06/07/2010 corredandola della seguente documentazione .

    1. Domanda in carta semplice
    2. Attestazione ISEE
    3. Attestato delle avvenute pubblicazioni rilasciate dall’Uff. Matrimonio
    4. Certificato di buona condotta morale e civile dello sposo e della sposa rilasciata dalla chiesa
    5. Scambio di promessa di matrimonio rilasciata dalla chiesa
    6. Atto notorio della sposa
    7. Certificato di disoccupazione di tutti i componenti familiari
    8. CERTIFICATO DI AVVENUTO MATRIMONIO RILASCIATO DALLA CHIESA

    Il modello di domanda è scaricabile sul sito ufficiale del Comune di Torre del Greco-sezione modulistica- ed è disponibile  c/o Ufficio URP (Complesso La Salle)  e Ufficio Servizi Sociali Via delle Forze Armate 49 P.Bonanno.

    Per chiarimenti ed ulteriori informazioni  le interessate possono rivolgersi al Servizio Politiche Socio-Educative –  Via Circumvallazione n° 49/PP (Parco Bonanno) nei giorni lunedì-mercoledì-giovedì dalle ore 10,00 alle ore 13,00

  • Un fine ragionamento teologico

    http://www.youtube.com/watch?v=vj8aVwJTv7I&feature=player_embedded

    Dalle ultime notizie UAAR.

  • Falso ateismo laicista

    Credo che in nome del neutralismo religioso e di un falso ateismo laicista, si stia cercando di spacciare per modernita’ l’insignificanza delle memorie e delle tradizioni e voglio aggiungere che nessuno potra’ mai togliere dalle pareti delle menti e dei cuori la croce di Cristo, perche’ nessuna civilta’ ha potuto, ne potra’ mai vantare, un’offerta d’amore tanto grande.

    La campagna dell'UAARCosì scrive su Estense.com Lauretta Marchi, Capogruppo UDC circoscrizione 2, dopo la bocciatura del suo ordine del giorno “il crocifisso non si tocca” nel consiglio della Circoscrizione Via Bologna-Sud.

    Sull’espressione “falso ateismo laicista” lascerei a voi il giudizio, anche se non comprendo bene perchè uno non possa essere schiettamente e sinceramente ateo o laico, o addirittura ateo e laico insieme, a meno che non ci si ponga come portatori dell’unica, assoluta e incontrovertibile verità.

    Sul merito della tradizione – talmente “assodata” che è contenuta in due Regi Decreti del 1924 e 1928 – e della memoria, appunto perchè nessuno ha intenzione di “togliere dalle pareti delle menti e dei cuori la croce di Cristo” ai credenti cristiani, non si capisce perchè qualcun’altro voglia imporla sulle pareti di tutti.

    Ovvero si capisce, come si capisce che quel qualcuno dovrebbe rileggersi un poco gli insegnamenti del Cristo prima di intraprendere le crociate.

  • Il credo non è un optional.

    binettiEh, sì ha ragione la Binetti. Il credo non è un optional. Ma quale? Il suo, ovviamente! E, senza andar troppo lontano, quello Valdese? Oppure quello Buddhista? Inseriti d’ufficio negli optional non più in catalogo.

    Ma non si limita qui, la nostra. Ribalta il ragionamento, a difesa degli insegnanti di Religione: “il non ammetterli agli scrutini sia un criterio discriminatorio nei confronti dei docenti, che crea dei docenti di serie A e di serie B”. Del resto sennò chi la vota più?

    Per una volta nella mia vita sto con un TAR. addirittura quello del Lazio (evento davvero raro), ecco alcuni stralci della senteza, da Repubblica.it:

    “l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni o per chi dichiara di non professare alcuna religione, in Etica morale pubblica”.  Nella sentenza, emessa il 18 luglio e resa nota in questi giorni, i giudici fanno menzione anche del principio della laicità dello stato, enunciato dalla corte costituzionale (sentenza n.203/89), ritenuto garanzia dello stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale: “sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente – sottolinea il Tar- essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico”. Quindi, ha precisato ancora la sentenza, “lo Stato, dopo aver sancito il postulato costituzionale dell’assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto, non può conferire ad una determinata confessione una posizione dominante”.

    Qui il commento dell’UAAR.

    PS: oggi la CEI da i compiti per le vacanze alla Ministra dell’Istruzione (Pubblica si è persa da un po’)

  • Liberi di non credere

    Ricevo via mail e segnalo sul blog la manifestazione dell’UAAR il prossimo 19 settembre:

    Il circolo di Bologna organizza un pullman per Roma il 19 settembre per facilitare la partecipazione di soci e simpatizzanti alla manifestazione indetta dall’ UAAR “Liberi di non credere”, primo meeting nazionale per un paese laico e civile.

    La partenza alle ore 7,00 è stabilita in Via Corticella all’altezza del civico 216, davanti al Bingo Living (ex discoteca), fermata “Marescalchi”  del bus notturno 62 ( che da li parte alle 1,49 – 2,49 – 3,49 – 4,49 facendo in pratica il giro di Bologna e fermando anche alla stazione ferroviaria ).

    Di giorno ci si arriva col bus 27B, fermata “Marescalchi” e col bus 27A, fermata “Moliere”, retrocedere al semaforo e prendere Via Marescalchi.

    Adiacente al punto di partenza c’è un parcheggio libero, cintato e alberato.

    L’uscita della tangenziale più comoda è la 6 Castelmaggiore, direzione Castelmaggiore. Ma è vicina anche l’uscita 5, Lame.

    Il viaggio a Roma prevede 5 – 6 ore (la manifestazione inizia alle 15,00), la ripartenza da Roma sarà alle ore 8,00 con ritorno al punto di partenza alle ore 1,00 – 2,00.

    La quota individuale richiesta è di 40,00€ e copre le spese del viaggio pasti esclusi.
    Nel caso non si raggiungano sufficenti adesioni entro il 09/09/09 il viaggio sarà annullato e la quota restituita per intero.
    Per adesione si intende il pagamento del biglietto: la rinuncia non comporta la restituzione della quota versata.

    Per le adesioni siete invitati a rivolgersii a me, Paolo Marani  ennepenneATtin.it

    Cerchiamo di essere in tanti a Roma e di riempire il … bus-ateo !!

  • sul proselitismo ateo

    Come il Sofri giovane mi sento piuttosto offeso da questo manifesto. E già che ci sono ne approfitto per dire che ho trovato anche piuttosto fuorviante e pericoloso il dibattito recente sulla “puzza” di proselitismo ateo.

    A parte che molte delle critiche all’iniziativa della pubblicità dell’UAAR sui bus provengono da chi a suon di evangelizzazione ha distrutto intere civiltà, rivendico qui il diritto di pubblicizzare (e fare proselitismo) qualsiasi iniziativa politica, sociale, filosofica, sportiva o culturale non sia in contrasto con la nostra Costituzione.

    Citando, anch’io, Padoa Schioppa:

    Il discutibile sottinteso è che il proselitismo sia in sé cosa non buona. Ebbene, non si scandalizzi il lettore: vorrei qui parlare del proselitismo per farne l’elogio. E vorrei anzi esprimere preoccupazione per il farsi strada, nel nostro tempo e proprio nelle nostre società pluraliste, dell’idea che «fare proseliti» violerebbe i diritti e attenterebbe alle convinzioni (supposte inalterabili) dell’altro. Secondo un nascente luogo comune, uno spirito aperto dovrebbe astenersi dal propagandare le proprie idee e accettare quelle altrui senza porle in discussione. Il proselitismo sarebbe tipico di chi è intollerante, assolutista, poco incline al rispetto dell’altro. E le convinzioni sarebbero nobili, eroiche, solo se conservate immutabili (sennò diventano tradimento). Invece, la riflessione dovrebbe portarci a considerare questo modo di pensare come gravemente errato; un errore che sarebbe pericoloso lasciare impiantare nel nostro pensiero e nel nostro costume.

    Anche per questo, da simpatizzante, sono appena diventato socio dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. E non rinuncio neanche a fare proseliti: iscrivetevi anche voi!

    Manifesti affissi a Roma: “Dio esiste. Lo sanno anche gli atei”

    L’On. Antonio Mazzocchi, deputato del Popolo della Libertà e presidente dei Cristiano Riformisti, ha lanciato per conto del suo partito una controcampagna degli ateobus UAAR, all’insegna dello slogan “Dio esiste, e anche gli atei lo sanno”. In un’intervista rilasciata all’ASCA, Mazzocchi ha dichiarato che la campagna “non vuole essere solo la risposta ad una battaglia degli atei, ma un messaggio forte da parte di noi cattolici che sentiamo oggi più che mai l’esigenza di ribadire le tradizioni e le radici della cultura italiana ed europea che trovano fondamento nel cristianesimo. E’ una risposta a tutti coloro che di fronte ad una timidezza dei cattolici stanno occupando piazze che prima erano usate per fare processioni o manifestazioni di carattere religioso”.
    Il blog River ha nel frattempo pubblicato una foto del manifesto, affisso negli spazi del Comune di Roma. A detta del blogger, “da una sommaria ricognizione visiva, ho notato che il poster è stato affisso abusivamente in vari punti del centro”.