• Riusciranno i nostri eroi…

    riuscirannoRiusciranno i nostri eroi, dopo non essere riusciti a fare il Gruppo unico con Di Pietro al Parlamento Italiano, a rimanere nello stesso gruppo al Parlamento Europeo?

    Strasburgo, Schulz a Rutelli: «L’Europa non è l’Italia»
    Scontro sulla collocazione del Pd

    Da l’Unità

    Attenti, l’Europa non è l’Italia. A ricordarci che non possiamo esportare oltralpe qualsiasi formula nostrana è il capogruppo del partito Socialista europeo Martin Schultz. Non parla a caso, Schultz, ma a proposito del dibattito interno al Pd sulla collocazione del partito nel Parlamento di Strasburgo. La querelle si è riaccesa in questi giorni, in vista delle elezioni europee che si terranno il prossimo anno, ma il tempo che passa non sembra distendere gli animi. Anzi. A creare trambusto nel Loft, martedì, è soprattutto Francesco Rutelli, ex leader della Margherita. I “suoi” deputati ora siedono nell’Alde, l’Alleanza dei democratici e dei liberali europei, e non hanno nessuna intenzione di andare a finire nel Pse, dove stanno adesso gli ex Ds.

    Per Rutelli è «impensabile» che il Pd confluisca «in una delle famiglie del XX secolo». Per lui, «l’ambizione del Pd deve trovare una sua traduzione anche in Europa». Insomma, torna a parlare di quell’«autonomia» (un gruppo a sé nel Parlamento europeo) a cui aveva già accennato l’ex presidente del Senato Franco Marini e che non ha escluso nemmeno il segretario Walter Veltroni, comunque più propenso all’ipotesi di una federazione.Ma lo stop alle soluzioni “all’italiana” arriva direttamente dall’Europa. Martin Schultz prima ha rassicurato sul fatto che il Pd è benvenuto nel gruppo del Pse: «Possiamo fare un’offerta al Pd – ha spiegato – siamo disposti ad accogliere nel nostro gruppo tutte le forze socialiste e progressiste internazionali, abbiamo modificato il nostro statuto in questo senso. Penso – ha concluso Schultz – che possiamo fare questa offerta: aprirci a forze che condividono i nostri valori e che non vengono dalla socialdemocrazia tradizionale». Ma subito dopo mette in guardia chi vorrebbe ricorrere a inciuci che a Strasburgo non piacciono: «Se come auspica Rutelli facessimo un’alleanza con i Liberali non avremmo una maggioranza qualificata che è composta dal 50 per cento più uno. Non basterebbe. Avremmo bisogno dei Verdi e dei Comunisti, ma questo è proprio ciò che in Italia si vuole far finire. Non si può riprodurre in Europa – conclude Schultz – quello che si vuol far finire in Italia». E poi rincara la dose: «Gli uomini e le donne che oggi fanno politica in Italia – dice – devono rendersi conto che l’Europa non è una Italia ampliata: ho letto oggi una intervista a un ex sindaco di Roma – prosegue Schultz – il collega Rutelli è stato un paio di anni nel Parlamento europeo, e sono stupito di un passaggio della sua intervista. Nel Parlamento europeo non si tratta soltanto di posti, ma si tratta della legislazione. E per la legislazione – conclude – ci vuole una maggioranza qualificata: che vuol dire il 50% più un voto».

    Rutelli, però, è agguerritissimo. Replica a Schultz che «non si tratta di una discussione italiana, ma piuttosto di allargare il campo delle forze democratiche e riformatrici, non restringerla ma allargarla». E affila le armi: martedì mattina ha tenuto una sorta di revival dei “coraggiosi” organizzati al momento della nascita del Pd, un gruppo di suoi fedelissimi (Gentiloni, Lusetti, Vernetti, Giachetti, Bobba) chiamati a raccolta per definire la linea. Poi, l’incontro con Veltroni a Montecitorio, per spiegare al segretario la sua idea di «un’alleanza di centrosinistra» a Strasburgo, che coinvolga socialisti da una parte e liberaldemocratici dall’altra. Il prossimo 19 giugno, infine, Rutelli incontrerà l’Alde per verificare la disponibilità dei libdem a nuove alleanze. Per i giorni successivi, il 20 e il 21, è prevista l’assemblea del Pd per mettere la parola fine a questa ingarbugliata vicenda.

  • Noi che andiam da soli per essere d’accordo con noi stessi…

    Ricordate Veltroni su Genova?

    Ecco il fedele alleato:

    Di Pietro distingue tra i ‘ fantasmi’ del G8

    Roma. Sui fatti del G8 di Genova “va distinto l’accertamento delle responsabilità dalla valutazione politica. L’accertamento delle responsabilità non può che essere affidato a un soggetto terzo, indipendente, che non sia parte in causa, in altri termini la magistratura. Io sono e resto contrario a una commissione d’inchiesta a cui vengono assegnati poteri dell’autorità giudiziaria”. Lo sottolinea a ‘Speciale Elezioni 2008′ dell’ADNKRONOS il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro (nella foto), che si dice invece “favorevole a una commissione d’indagine che, preso atto della documentazione delle risultanze processuali, da’ una valutazione sulle responsabilità politiche”.”Purtroppo – rileva Di Pietro – su questo tema tutti giocano strumentalmente, ma nessuno illustra la differenza tra commissione d’inchiesta e commissione d’indagine. Questa è una cosa che si deve fare, perché bisogna capire se qualcuno ha aizzato o fatto sentire sicuri e ‘coperti’ dei giovani poliziotti“.

  • Falsi e ipocriti

  • Come dargli torto?

    Ho guardato le facce sui cartelloni. Ho guardato Berlusconi e Veltroni, Casini e Santanché. Alla fine penso di votare per quella di Intimissimi

    – da Massimo Morelli’s Weblog (via Blogbabel)

    intimissimi

     

  • Ognuno ha la politica che si merita?

    Negli Stati Uniti Obama continua a vincere. In Italia PDL e PD cercano di fare la gara da soli, Di Pietro straparla, Veltroni fa fuori De Mita e promette posti da Ministro alla Bonino. In Emilia Romagna la Sinistra Arcobaleno è ad un bivio:

    SINISTRA ARCOBALENO: CREDIBILITA’, COERENZA, SENSO DI RESPONSABILITA’. L’AUT AUT DEL PDCI A FAVORE DELLA CANDIDATURA DI ROBERTO SOFFRITTI NON AIUTA

    Questa volta il PDCI è stato chiaro, limpido, trasparente: se Roberto Soffritti non sarà riconfermato parlamentare, dunque sistemato in posizione sicura nella lista bloccata decisa a Roma, rischia di saltare la Sinistra Arcobaleno.  

    In un attimo vengono spazzate via tutte le affermazioni di questi mesi che hanno visto il PDCI locale in prima fila nell’aderire, apparentemente, alle richieste della neonata associazione “Gente di Sinistra” e nel farsi principale testimonial del soggetto politico unitario, così nuovo, così diverso.

    “I Verdi ferraresi sbagliano – è stato il refrain di queste settimane – a vedere nella Sinistra Arcobaleno solo un’alleanza elettorale, questa è vecchia politica”.

    In effetti in una alleanza vengono almeno decisi assieme i criteri comuni per la definizione delle liste, comprese le modalità di valutazione del lavoro svolto dai parlamentari uscenti e la consultazione allargata della base. In questo caso, invece, si dà per scontato che ciascuno presenti il proprio “pacchetto” di nomi da sistemare sulla scacchiera nelle posizioni disponibili. E guai a mettere in discussione i candidati altrui. Se no salta tutto. Quindi non siamo di fronte alla nascita di un nuovo soggetto politico –  per questo occorrerebbero i congressi – e nemmeno di fronte a quella alleanza che noi auspicavamo. Questo è, semplicemente, un cartello elettorale. Un cartello elettorale può comunque essere strumento molto serio e credibile se si pone l’obiettivo – per noi elemento centrale – di proporre, e contrapporre alla Destra e al Partito Democratico, un diverso modello di vita, di società, di economia basato sulla sostenibilità ambientale e sociale, sui diritti, sulla laicità dello Stato. Programma coerente e candidati a ricoprire il ruolo di parlamentari ugualmente coerenti. Non ci nascondiamo dietro un dito: sappiamo bene che nessun partito ha preso in seria considerazione l’ipotesi “primarie”, che quasi nessuno anela ad una consultazione reale, che sarà difficilissimo anche per noi, pur non partecipando alla “corsa”, ottenere una seria traduzione pratica della formula contenuta nella mozione approvata domenica 17 febbraio dal nostro Federale nazionale:…l’esecutivo nazionale deciderà quali candidati proporre valutato il lavoro svolto dai parlamentari uscenti, aprendo alla società civile, consultando le realtà locali. Pensiamo, tuttavia, che se si presenta una lista unica tutti abbiano il diritto di esprimere valutazioni su quelli che poi risulteranno candidati di tutti. E’ vero che Roberto Soffritti è ora tesoriere nazionale del PDCI e parlamentare uscente, quindi in posizione favorevolissima per pretendere di essere riconfermato. E’ un desiderio legittimo ed evidentemente condiviso dal suo partito. Ci permettiamo però di notare che, a occhio, non ci sembra, onestamente, che egli possa essere considerato l’interprete ideale – in Emilia Romagna o nelle Marche non fa  molta differenza, questo per noi è ovvio – di quel programma appassionatamente illustrato da Fausto Bertinotti domenica 17 febbraio al Federale nazionale dei Verdi. Programma che sentiamo nostro. Se restiamo al merito, lasciando da parte veti e aut aut, dovremmo chiederci tutti, a partire dallo stesso Roberto Soffritti e dal suo partito, se questa eventuale candidatura sarebbe coerente con scelte programmatiche basate su di una forte critica ai concetti di crescita e di sviluppo e su politiche urbanistiche finalizzate al risparmio di territorio; se l’eventuale candidatura di Roberto Soffritti risulterebbe credibile di fronte all’obiettivo dichiarato dalla Sinistra Arcobaleno di contrastare la logica e la cultura delle “larghe intese”. Infine, l’eventuale candidatura di Roberto Soffritti aiuterebbe l’alleanza della Sinistra Arcobaleno a superare le difficoltà, a condurre a livello locale la migliore e più serena campagna elettorale possibile con l’obiettivo di raggiungere il risultato migliore possibile?

    E’ chiaro che gli stessi interrogativi occorre porseli anche su tutti gli altri potenziali candidati, i nostri compresi.

    Il momento politico è indubbiamente grave. I 12 punti programmatici del Partito Democratico indicano la precisa volontà di far arretrare l’Italia sui grandi temi ambientali e sociali e una visione del mondo e del futuro molto simile a quella di Berlusconi e Fini. Le forze della Sinistra Arcobaleno hanno la possibilità di dimostrare che un modo diverso di intendere la politica e di governare è possibile.  Occorrerebbe davvero agire, tutti, con grande senso di responsabilità.

     

    ESECUTIVO PROVINCIALE VERDI FERRARA

  • Notizie della settimana

    E’ domenica e c’e’ un po’ più di tempo per guardasi intorno e vedere che è successo in questo disgraziato mondo. E’ finita bene la vicenda di Susanna Ronconi a Lodi. Grazie anche ad un appello (ed a tante firme) Susanna potrà continuare a lavorare insieme alle associazioni lodigiane per il reinserimento lavorativo dei detenuti. Del resto solo nel nostro sgangherato paese si può sostenere che una ex detenuta, in quanto tale, non possa lavorare ad un progetto per il reinserimento lavorativo degli ex detenuti. Questo del resto è il paese in cui i funghetti scalda aria saltan fuori in ogni dove, e dove ci si lamenta perchè il PE lancia segnali di civiltà. In America invece Obama continua la sua scalata, mentre Veltroni sta forse programmando un altro viaggetto in africa, magari per copiare oltre che lo slogan anche il colore di pelle. Ma in fondo qualcuno comincia ad accorgersi che dietro la maschera il fare politico del PD non è molto diverso da quello che era di Margherita e DS. Con la sola differenza che prima facevano solo asse comune, ora non hanno nemmeno il problema di telefonarsi… Infine, giusto per non sentirsi troppo soli in questo disgraziato mondo: in Francia grande scandalo all’eliseo per una canzone dell’ultimo album di Carla Bruni: “Sei la mia droga”, riferita a suo marito Sarkozy pare sia un po’ troppo azzardata.

  • Cose tristi

    Non so se sia peggio fare la fila per entrare a sbirciare il processo per Erba, fare carriera dentro un Mc Donald’s, o leggere il sondaggio che vuole il PD perdere meglio andando da solo. Perdere, appunto.

  • Prodi è caduto, viva Prodi

    svenimentoAlla fine è caduto. Lo ammetto, non ho avuto la forza di seguire il dibattito al Senato. Di solito mi diverto, anche perchè mi permette di rivalutare molto i dibattiti in Consiglio di Circoscrizione, ma veder cadere un Governo che forse ha fatto molto meglio della sua maggioranza in Parlamento, fa un po’ rabbia. Fa rabbia pensare a chi questo governo l’ha fatto cadere, e di chi l’ha lasciato cadere suggestionato dalla vocazione maggioritaria. Comunque Prodi se ne va con dignità e lo ringrazio quantomeno per averci fatto vedere i suoi killer. Killer che, in coppia, risultano anche i vincitori del nostro sondaggio che oggi, mestamente, chiude.

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  • L’Unione che non c’è più.

  • Non sapete veramente più con chi prendervela…

    muroDavvero bella la foto di apertura di Fuoriluogo di ottobre, uscito oggi con il Manifesto. Bella (anche la scritta, non me ne voglia il padrone del muro) perchè denuda l’ipocrita e inutile deriva securitaria di questo governo (e di questo paese) che non sa più che pesci pigliare. Non bastano le statistiche, che dimostrano come le pene alternative, ed addirittura l’indulto stesso, portino ad una forte diminuzione della recidiva. No, la parola ordine è carcere (Di Pietro docet), mentre del superamento della ex cirielli, della fini-giovanardi e della bossi-fini non si parla più (nonostante Veltroni richiami ad un’alleanza sul programma). Come si parla poco della legge sulla tortura e per l’istituzione del garante dei detenuti.

  • Walter, rifai i conti..

    sito unioneDA REPUBBLICA: “Il Partito democratico si presentera’ davanti agli italiani con dei punti e delle proposte chiare di innovazione: se queste proposte saranno condivise bene, altrimenti il Pd coltivera’ fino in fondo la sua vocazione maggioritaria”. Lo ha ribadito il segretario del Pd, Walter Veltroni, nel suo intervento di chiusura all’assemblea costituente del nuovo partito. Veltroni ha anche ricordato un sondaggio secondo cui il Partito democratico ha le potenzialita’ per arrivare al 38,5% dei consensi.

    Caro Walter, c’è già un programma, condiviso prima delle elezioni, che ha portato una maggioranza a governare il paese. Invece che pensare di fare l’opposizione con il 40% dei voti perchè non pensi a contribuire ad attuarlo quel programma?