• Un bacio alla panettiera di via immacolata

    Ecco, siccome di solito il pessimismo sullo stato del nostro paese straborda su questo blog, oggi voglio ritornare su una storia già raccontata la settimana scorsa.

    E voglio pubblicamente inviare un bacio alla panettiera di Via Immacolata a Francavilla che con la sua testimonianza ha scagionato il povero Osas.

    Signora Serafina Latartara, grazie di cuore, lei oggi mi ha regalato un sorriso.

    Un’altro sorriso, ben più amaro, me lo ha regalato Osas Friday, che una volta scagionato dalle accuse del consigliere pidiellino Proto, ha dichiarato:

    “Sono cristiano, non provo nessun rancore, conosco il valore del perdono”

    A Osas però, dopo 9 giorni di galera per un’accusa inventata di sana pianta, le scuse della PM servono a poco: deve andare a Brescia per rinnovare il permesso di soggiorno.

    E non ha un lavoro.

    In bocca al lupo.

  • Può succedere oggi…

    Può succedere oggi, nelle grandi città, che i vigili vengano spinti a fare il viso dell’arme contro i disgraziati…

    Adriano Sofri sul Foglio del 18 luglio 2009 (via Wittgenstein).

  • dei buoni propositi, delle auto, dei garage, del mangiare

    Da GoogleMaps

    Da GoogleMaps

    Il Consigliere comunale Rendine continua nella sua diatriba con i vigili urbani.

    Stavolta ha preso una multa per guida con telefonino, anche se lui sostiene che fosse solo il telecomando del garage.

    Ecco il suo racconto nell’articolo del Carlino di stamani:

    erano le 7,40 del mattino del 24 dicembre, racconta Rendine, “e stavo rinetrando nella mia abitazione di Via Cittadella dopo essere andato a comprare il Carlino all’edicola di Viale Belvedere. Sono stato fermato da una pattuglia dei vigili urbani, mi è stato contestato il fatto di circolare utilizzando il telefonino”. Ed in effetti, sul sedile del passeggero, era ben visibile un’apparecchiatura elettronica: “il telecomando del portone del garage – afferma Rendine – che avrò preso in mano per un istante o poco più, e non certo per conversare o spedire messaggini”

    Sia chiaro che da garantista non posso che sostenere la sua innocenza sino al massimo grado di giudizio possibile, e forse anche dopo.

    Ma non puo’ sfuggire a coloro che conoscono Ferrara che qualcosa nel racconto di Rendine non torna, o meglio, torna quantomeno poco sensato. Vengo in aiuto di chi non conosce Ferrara pubblicando a fianco il percorso che il consigliere Rendine avrebbe dovuto percorrere quella mattina andando in bicicletta (o a piedi, in effetti c’era freddo).

    Insomma 500 m al massimo – e immaginando che gli stia molto antipatica l’edicola di Viale Cavour di fronte a Via Cittadella – con tanto di attraversamenti pedonali semaforizzati e/o protetti.

    Consigliere Rendine, siamo a fine anno, ed è tempo di buoni propositi. Mi consenta di proporgliene uno per l’anno venturo: ma lasciarla un po’ più in garage la macchina?

    PS: per quanto mi riguarda mi riprometto di mangiare meno. Non ridete, ci provo davvero…

  • andava ai 61 all’ora (con limite dei 50). e naturalmente farà ricorso.

    A Ferrara ora c’è la moda di prendersela con i vigili. Addirittura alcuni consiglieri del PDL raccolgono firme e adesioni per una fantomatica Associazione vittime dei Vigili Urbani. Dopo la levata di scudi contro MUSA (il sistema elettronico che dovrebbe semplicemente controllare che in ZTL entrino coloro che ne hanno diritto) ora tocca ai vigili in carne e ossa.

    Del resto il Partito delle Libertà fa il suo lavoro, se il suo sinistro presidente del consiglio puo’ fare quello che gli pare, anche gli altri devono poterlo fare. A patto che siano italiani, abbiano almeno un SUV, parcheggino abitualmente in divieto di sosta o in doppia fila e siano almeno un po’ predisposti alla prepotenza.

    Insomma un po’ come l’abolizione del semaforo rosso ai tempi dei referendum di cuore: “Per spazzare via tutti i lacci e lacciuoli burocratici che hanno finora bloccato gli investimenti in campo stradale“.

    Una volta in questa città il clima era diverso: ad esempio la didascalia della foto qui sopra, fonte comune.fe.it, sarebbe “Consegna di doni ai vigili in occasione delle festività natalizie”. Per la Befana del 1955 per la precisione.

    Oggi invece non ci si stupisce troppo se escono delle lettere così (in questo caso c’entra la Polizia Stradale di Codigoro, ma spiega il clima lo stesso):

    Multato sulla Romea a 61 km orari
    Caro Carlino,
    Vorrei raccontare brevemente quello che mi è successo il giorno 11 agosto 2008. Stavo percorrendo con la mia automobile la statale Romea 309 in direzione Venezia-Ravenna. Avevo due persone a bordo, quando siamo giunti davanti alla caserma della Polizia stradale di Codigoro, passando abbiamo notato l’autovelox, nascosto a fianco del guardrail posizionato su di un piccolo ponte che permette l’accesso alla suddetta caserma. L’autovelox era incustodito, non vi era nessun agente nei paraggi e l’autovettura della polizia stradale era all’interno della recinzione del distaccamento con le portiere aperte anch’essa abbandonata.
    Sul verbale si legge: «Non è stata eseguita la contestazione immediata in quanto la velocità e la tipologia della strada non hanno consentito di intimare l’alt in condizioni di sicurezza; quando di nostra spontanea volontà ci siamo fermati nella stazione di servizio pochi metri più avanti per accertarci che tutto ciò che avevamo visto fosse realtà. Sosteniamo che a 61 Km orari su una strada come la Romea ti fermano ovunque: come accennavamo prima, attigua alla caserma è situata una stazione di servizio dotata di ampio parcheggio.
    Riguardo al cartello per il controllo elettronico della velocità nessuno di noi lo ha notato, forse non c’era nemmeno il 14 ottobre 2008; mi hanno recapitato la contravvenzione con 5 punti e 158 euro. Naturalmente farò ricorso, il limite di velocità in quel tratto di strada è fissato a 50 km orari e dal verbale la mia velocità rilevata era di 61 km orari. Mi chiedo: se gli autovelox servono per fare prevenzione oppure solamente per fare cassa?

    Andrea Grazioli

    Ripeto per chi non avesse colto il ragionamento: “Naturalmente farò ricorso, il limite di velocità in quel tratto di strada è fissato a 50 km orari e dal verbale la mia velocità rilevata era di 61 km orari.

    Ma Perdincibacco! E i limiti di velocità servono come addobbo prenatalizio sulla strada, o per prevenire incidenti nella strada più mortale d’italia (SS 309, Romea. Incidenti per chilometro: 1,70. Morti per incidente: 0,10. Morti per chilometro: 0.17 – fonte ISTAT)?