• Libertà e sicurezza – Quali tutele per i cittadini fragili?

    Giovedì 4 dicembre, ore 16:00 – 19:00
    Sala delle Feste – Consiglio Regionale della Toscana
    via Cavour, 18 Firenze

    “Libertà e sicurezza – Quali tutele per i cittadini fragili?”

    Organizzazione: Gruppo Misto, Componente Sinistra Ecologia e Libertà

    Introduce: Mauro Romanelli, Consigliere Regionale

    Interventi di:

    Ilaria Cucchi
    Andrea Magherini
    Grazia Serra

    Fabio Anselmo, Avvocato
    Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia
    Lorenzo Guadagnucci, Giornalista

    Luca Benci, Azione Civile Toscana
    Leonardo Fiorentini, Consigliere Comunale di Ferrara
    Tommaso Grassi, Consigliere Comunale di Firenze
    Ornella de Zordo, Laboratorio politico PerUnaltracittà

    Sono invitati i Consiglieri Regionali di tutti i Gruppi Politici

    Info:
    Segreteria Consigliere Mauro Romanelli
    Consiglio Regionale delle Toscana
    Via Cavour, 4 – Firenze
    tel.055/2387506 – 664 – 665

  • Libertà e sicurezza – Quali tutele per i cittadini fragili?

    Convegno a Firenze sulla vicenda Magherini e su quali tutele per i cittadini il 4 dicembre 2014Giovedì 4 dicembre, ore 16:00 – 19:00
    Sala delle Feste – Consiglio Regionale della Toscana
    via Cavour, 18 Firenze

    “Libertà e sicurezza – Quali tutele per i cittadini fragili?”

    Organizzazione: Gruppo Misto, Componente Sinistra Ecologia e Libertà

    Introduce: Mauro Romanelli, Consigliere Regionale

    Interventi di:

    Ilaria Cucchi
    Andrea Magherini
    Grazia Serra

    Fabio Anselmo, Avvocato
    Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia
    Lorenzo Guadagnucci, Giornalista

    Luca Benci, Azione Civile Toscana
    Leonardo Fiorentini, Consigliere Comunale di Ferrara
    Tommaso Grassi, Consigliere Comunale di Firenze
    Ornella de Zordo, Laboratorio politico PerUnaltracittà

    Sono invitati i Consiglieri Regionali di tutti i Gruppi Politici

    Info:
    Segreteria Consigliere Mauro Romanelli
    Consiglio Regionale delle Toscana
    Via Cavour, 4 – Firenze
    tel.055/2387506 – 664 – 665

  • Manganelli in via del Campo

    Via del Campo. Diversamente da Genova, a Ferrara è nota per il Cimitero di San Luca ed il campo sportivo. E per la Caserma del comando dei Carabinieri. Dove pare che il manganello (al singolare, stavolta la Polizia non c’entra) sia sfuggito a qualcuno.

    Da La Nuova Ferrara.

  • La mia guida di Ferrara preferita

    Non so bene se essere sollevato o deluso dal non essere nella “Piccola guida dedicata ai ferraresi e ai “turisti” zelanti in cerca di svago…”, ovvero nella lista degli obiettivi segnalati dagli “anarchici” (?) locali. Di certo di guide di Ferrara preferisco questa, edita dalla provincia di ferrara, sulla Ferrara bella e generosa, alla faccia di chi crede che la violenza possa risolvere qualcosa in questo mondo ingiusto che si nutre di essa.
    A tutti i possibili obiettivi va la mia solidarietà, a partire da Barbara Diolaiti e ai Verdi di Ferrara, mentre a me rimane un po’ di amarezza nel vedere pratiche e linguaggi che speravo sinceramente superati.

    Da Repubblica (anche su estense.com):

    Sul sito indicati nomi, cognomi, indirizzi e numeri di telefono di questore sindaco, politici ed anche agenti e funzionari delle forze dell’ordine

    Ferrara, minacce anarchiche sul web un elenco di “bersagli”

    FERRARA – Un sito anarchico di Ferrara con un allegato di 23 pagine contenente una lista con nomi, indirizzi e numeri di telefono di questore, sindaco, politici locali di vari schieramenti (anche con foto), agenti, carabinieri, finanzieri e militari. E ancora, sedi di partiti, banche, agenzie interinali, sindacati, redazioni giornalistiche.Tutti indicati come possibili “bersagli”. In corso c’è un’indagine della Digos, con un ragazzo e una ragazza indagati. La lista è scaricabile da un sito da tempo tenuto sotto stretta osservazione dagli investigatori.
    “Queste ‘pagine bianche’ selezionate – si legge tra l’altro nell’ allegato – si propongono d’aiuto a chiunque, ferrarese o turista, debba scegliere un bersaglio in questa città. Perché di questo fondamentalmente si tratta… Di bersagli. Oltre che di pericoli. Di strutture o uomini del potere da colpire con la maggior forza e determinazione possibile”. In un altro passo, in cui si fa riferimento a episodi di protesta nazionali e locali si legge: “il nostro accorato appello è questo: agisci! Se lo vuoi è più facile di quel che credi!”

    Per rendersi rendersi conto un po’ di pratiche e linguaggi forse basta leggere questi comunicati, sempre dallo stesso sito:

    “Sabato 20 dicembre, poco prima dell’alba, la caserma della polizia postale di Ferrara è stata attaccata dagli oppressi in solidarietà ai fratelli uccisi dallo stato. Ignoti hanno lanciato uova con vernice rosso sangue, pietre e una torcia da segnalamento ferroviario contro questa succursale dello stato, danneggiandola. In uno scritto lasciato ad uso e consumo dei suini, oltre a ricordare molti degli uccisi quali Federico Aldrovandi, Sole e Baleno, Carlo Giuliani, Marcello Lonzi ed altri, è stato lasciato un avvertimento agli assassini in divisa: PAGHERETE TUTTO! PAGHERETE CARO! Non abbaiare, mordi”

    Sabato 24 gennaio / Domenica 25 gennaio: Distrutta nella notte parte di un impianto di videosorveglianza nei pressi di una scuola, istallata per contrastare il fenomeno delle scritte contro la polizia.

    Venerdì 6 febbraio / Sabato 7 febbraio: Imbrattata nella notte con vernice nera la sede di Arpa, complice nella costruzione di un asilo su un adiscarica di cvm.

    Domenica 8 febbraio / Lunedì 9 febbraio: Incendiati nella notte cassonetti davanti al carcere di via arginone in solidarietà con la lotta dei detenuti dell’emilia romagna contro l’ergastolo.

  • Neanche con un fiore

  • Voi come li chiamate questi?

  • Copyright

    Matarrese e le celle negli stadi

    Matarrese e le celle negli stadi

    Vignetta di Mauro Biani.

  • Omissioni

    liberoHo come l’impressione che se la resa dei conti fosse stata tra spacciatori marocchini la prima pagina di oggi di Libero (e di gran parte della stampa italiana) sarebbe diversa.

    Restiamo in fiduciosa attesa del rogo del covo di un Capo della ‘ndangheta calabrese.

    Bimbo ferito durante recita da proiettile vagante nel reggino

    Melito Porto Salvo, due killer tendono agguato a un pregiudicato sul Lungomare. Uno dei colpi raggiunge il piccolo di 3 anni: ricoverato, è in coma farmacologico
    di GIUSEPPE BALDESSARRO

    MELITO PORTO SALVO (Rc) – Un bimbo di 3 anni è stato ferito gravemente questa sera a Melito, sulla costa jonica reggina, nella piazza davanti alla chiesa della Madonna di Porto Salvo, sul Lungomare. Due killer sono giunti a bordo di uno scooter, per colpire un pregiudicato del luogo che si trovava in piazza: il piccolo, che stava partecipando a un saggio scolastico insieme a decine di altri piccoli alunni, è stato raggiunto da un proiettile vagante all’altezza della gola, che ha attraversato il collo e si è fermato all’altezza della nuca.

    Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione degli Ospedali riuniti di Reggio Calabria, in coma farmacologico. Il bambino è stato sottoposto ad intervento per bloccare l’emorragia provocata dal colpo di pistola che lo ha raggiunto al volto. La pallottolla che lo ha colpito ha provocato lesioni alla lingua e ad una tonsilla, bloccandosi poi all’altezza della nuca. Prima di rimuovere il proiettile, i medici dovranno valutare la gravità dei danni vascolari subito dal bambino.

    Sul Lungomare del paese, al momento della sparatoria, c’erano centinaia di persone. Immediati i soccorsi: il bambino, figlio di un agente della polizia penitenziaria, è stato portato prima all’ospedale di Melito, poi a quello del capoluogo.

    Il racconto dei genitori. Non si capacitano dell’accaduto i genitori del piccolo. “Tutto è successo – dice il padre, Carmelo Laganà – in un momento in cui mi ero allontanato dalla festa che era in corso per la fine dell’anno scolastico per prendere le batterie della macchina fotografica. Quando sono tornato sul posto ho visto mio figlio a terra in un lago di sangue. È stata una scena terribile”. La madre del bambino, Stefania Gurnari, seduta in un angolo dell’anticamera del reparto di chirurgia, piange disperata e rifiuta qualsiasi contatto con i giornalisti.

    L’obiettivo dell’agguato. Anche il pregiudicato vittima destinata dell’agguato – Francesco Borrello, 50 anni – è stato colpito ma alla gamba, in maniera non grave: al momento del fatto era in bicicletta, disarmato, e ha reagito scaraventandola contro la persone che hanno sparato, e che erano a volto coperto. E che sono riuscite a fuggire, prima che sul posto arrivassero le forze dell’ordine. Prima, però, uno dei proiettili esplosi dalle loro pistole aveva colpito di rimbalzo il bimbo.

    Precedenti penali. Borrello – attualmente in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita – era uscito dal carcere da cinque mesi. Era stato coinvolto in un duplice omicidio avvenuto fuori da una sala giochi di sua proprietà a Melito Porto Salvo il 3 aprile del 2004. Le vittime erano state Santo Carmelo Zampaglione, di 25 anni, e Giulio Verderame, di 24. In primo grado Borrello era stato condannato dal gup, col rito abbreviato, a 16 anni di reclusione.

    La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, in secondo grado, aveva derubricato il reato contestato a Borrello in eccesso colposo di legittima difesa, condannandolo a tre anni e quattro mesi. Sulla base della pronuncia dei giudici di secondo grado l’uomo era stato scarcerato.

    I carabinieri stanno verificando se l’agguato di stasera sia da collegare ad una vendetta o ad altre cause. Le forze dell’ordine hanno ritrovato sul posto la pistola con cui i killer hanno fatto fuoco, una calibro 7,65. A dare per primo la notizia del ferimento del bimbo, è stato il sito locale Strill.it.

    Da Repubblica.it.

  • Nessuna violenza, nessuna rappresaglia

    Nessuna violenza, nessuna rappresaglia

    Riflessione della Federazione provinciale dei Verdi dopo l’attacco agli Usa

    Ora l’Occidente deve dimostrare di essere civile davvero. Violenza, odio, rappresaglia, vittoria guerreggiata non sono termini civili e preparano azioni che nulla hanno di civile. La scelta di applicare l’art. 5 del Patto Atlantico ci porta in guerra e ci trasforma in correi e in bersagli. L’orrore per il terribile attentato che ha colpito gli Stati Uniti non può farci smarrire la ragione e intrappolare il mondo intero in un circolo vizioso e oscuro.
    Coloro che hanno organizzato un crimine così orrendo vanno individuati e assicurati alla giustizia, ad un Tribunale Internazionale. Il terrorismo va combattuto ed eliminato, ma se la risposta dell’occidente sarà l’attacco ad altri paesi, allora avremo perso tutti e la Storia sarà ancora una volta trascorsa invano. Armi e rappresaglie non portano la pace, non l’hanno mai portata. Occorre far prevalere la ragione e la politica. Il mondo così com’è non garantisce più nessuno ed è perciò necessario rifiutare di contrapporre violenza alla violenza, ma interrogarci a fondo e capire come costruire le condizioni per un mondo capace di globalizzare i diritti, il dialogo, la giutizia sociale; capace davvero di integrarsi, di mediare, di svilupparsi assieme. Capace di volere la pace e consapevole che la si ottiene con la non violenza. Dobbiamo riuscire ad isolare ogni fanatismo impedendogli di radicarsi nelle contraddizioni sociali ed economiche che feriscono la terra. Dobbiamo riuscire a risolvere quelle contraddizioni che danno linfa allo stesso terrorismo internazionale per eliminarlo davvero senza colpire, o mettere nelle condizioni di essere colpiti, donne, uomini, bambini, ragazzi. Non vogliamo più vedere qualcuno che gioisce per la morte di altri esseri umani, e non vorremmo nemmeno più assistere alla decimazione di intere comunità nell’indifferenza del mondo.
    Oggi il 20% della popolazione mondiale, concentrato in Occidente, consuma l’83% delle risorse planetarie; nel Sud del mondo 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione, 1 miliardo e 400 milioni di esseri umani non ha accesso ad acqua di qualità sufficiente alla vita e 1 miliardo e 300 milioni di persone ha meno di un dollaro al giorno per vivere.
    Stanziare migliaia di miliardi per le armi, per la guerra, per organizzare rappresaglie non servirà a riequilibrare il pianeta e a sradicare l’odio