• Caro Walter, almeno diglielo!

    immagine-20Diamine Walter, non ne combini una giusta..

    Giusto l’altro giorno parlavi di “rivoluzione verde” ed oggi i tuoi hanno votato al Parlamento Europeo gli emendamenti a favore del nucleare.

    Insomma, Walter, potresti almeno avvisarli i tuoi prima di lanciare una Rivoluzione….

    PS: ma vuoi vedere che come per la “legge&ordine all’amatriciana” gli italiani hanno preferito l’originale, anche per il new deal verde si accorgano del trucco? Ah dimenticavo che qualcuno ha già messo le mani avanti oggi alla Camera

  • Buongiorno, copione!

    E’ ora ufficiale, Walter Veltroni è talmente sulla notizia che riesce ad arrivare al new deal verde quasi due mesi dopo i Verdi (di Ferrara).

    Il segretario del Pd illustra le linee della rivoluzione verde in vista della conferenza programmatica di aprile
    Veltroni: “Con la green economy un milione di posti di lavoro”
    E attacca: “Di fronte alla crisi il governo è assolutamente inerte. Disastrosa l’assenza di Silvio Berlusconi”. La replica di Bonaiuti: “Il governo c’è ed agisce”

    ROMA – Un milione di posti di lavoro da realizzare in un arco decennale grazie alla green economy. Walter Veltroni ha tracciato le linee della “rivoluzione verde” per l’Italia del Pd a conclusione del primo appuntamento in vista della Conferenza programmatica di aprile. “Sarà un piano decennale serio e moderno per un milione di posti di lavoro, o prodotti o salvati, con scarsi costi e molti benefici”, aggiunge il segretario del Pd, che ricorda come l’unica leva, l’unico traino, l’unica forma di crescita virtuosa del Pil è la rivoluzione ambientale”.

    Secondo Veltroni non solo è necessaria una rivoluzione verde “per trasferire il mondo alle generazioni future, ma bisogna fare di più” nel settore automobilistico, dell’edilizia, fino ad arrivare “alla rottamazione del petrolio che è una scelta economica e politica”. Nel piano decennale, osserva Veltroni, ci sarà “la rottamazione dei vecchi meccanismi” perché “abbiamo il know-how per fare questa scelta e oltre che liberarsi del petrolio rispettare i parametri di Kyoto”.

    “Scegliendo per l’Italia la via della green economy si sostiene e si rilancia l’economia; si rispettano gli impegni presi a livello europeo; entro tre mesi il Governo faccia finalmente conoscere quali sono i piani d’azione per il rispetto degli obiettivi ’20-20-20′, come hanno fatto Francia, Gran Bretagna e Germania; si coinvolgono, fra nuovi lavori e riqualificazione di quelli esistenti un milione di posti di lavoro nei prossimi cinque anni”, ha detto Veltroni intervenendo al convegno “Un nuovo new deal ecologico”, organizzato dagli Ecologisti democratici, nella sede di Largo del Nazareno.

    Sulla crisi economica, Veltroni attacca il governo, che definisce “assolutamente inerte”. Per il segretario del Pd “c’è una distanza dalle condizioni di vita della società. Quando Berlusconi dice che un calo del Pil del 2% non è un problema è perché non gli importa di sapere che una flessione del 2% del Pil significa 600mila posti di lavoro in meno”. “Piange il cuore – continua – vedere il governo di questo paese in questo stato. Ci vorrebbe un De Gasperi o un Ciampi, un presidente del Consiglio che sappia unire il paese”. Berlusconi, invece, è completamente assente, continua Veltroni. “Un’assenza persino fisica: si occupa di tutt’altro, fa campagna elettorale in Sardegna. E’ come se la crisi non lo riguardasse”. Non si fa attendere la replica di Paolo Bonaiuti: “Il governo c’è, è presente, prende misure per sostenere l’economia d’accordo con gli altri paesi europei”, dice il portavoce di Berlusconi, aggiungendo che gli attacchi della sinistra sono solo fumo, non proposte concrete.

    Nel suo piano “verde” il segretario del Pd ha parlato anche di ecoincentivi alle auto ma vincolati a un piano di “ricerca e innovazione per basso consumo e basse emissioni oltre a incentivare il trasporto pubblico”. Per quanto riguarda le infrastrutture Veltroni indica “la soluzione di un fondo a rotazione per finanziare i migliori progetti cantierabili subito e non al 2011”. Si guarda poi “a raddoppiare le fonti di energia rinnovabili nei prossimi dieci anni e a un progetto di strategia nazionale in questo settore” finanziato con soldi pubblici. Tra le altre proposte per un “New Deal ecologico” c’è la riqualificazione energetica degli edifici, rendendo permanenti le agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi di efficienza; il trasporto pubblico, favorendo gli investimenti pubblici per il rinnovo del parco mezzi con autobus a metano; ecoincentivi per elettrdomestici a basso consumo e alta efficienza energetica; misure per favorire la ricerca e l’innovazione tecnologica; incentivi per il riciclo dei rifiuti e per l’industria ad essi collegata.
    (31 gennaio 2009)

    Buongiorno, copione!

  • 1, 2, 3, 4, 5….

    “L’Italia avrà di nuovo una sua compagnia di bandiera profittevole e dotata di una flotta di aerei moderni. Abbiamo già un piano industriale, i soci, i capitali necessari e stiamo trattando con una grande compagnia straniera per un’alleanza internazionale”. Lo ha detto a proposito della situazione di Alitalia il premier Silvio Berlusconi in un’intervista al ‘Tg1’.Il presidente del Consiglio ha sottolineato che il governo è impegnato ad ottenere un accordo più vantaggioso rispetto a quello con Air France: la soluzione a cui lavora l’esecutivo è “opposta alla svendita ad Air France che voleva fare il precedente governo eche comportava 7mila esuberi. Gli esuberi ci saranno ma – ha garantito il premier – sarà un numero minimo”

    Da estense.com

    Quiz del giorno: Quanto ci metterà il leader dell’opposizione parlamentare a ricordare al sinistro presidente del consiglio che gli esuberi previsti dal piano air france per alitalia erano 2000 mentre sono 7000 quelli previsti dalla cordata “italiota” messa su da Berlusconi (e che evidentemente non da molte garanzie)?

    L’ultimo record è 3 giorni (sinceramento non ricordo su cosa).

    Il cronometro è partito.

    …6, 7, 8, 9, 10…

    PS: SOLUZIONE. Più o meno 24 ore, e probabilmente dopo che il sinistro Presidente del Consiglio aveva reiterato la dichiarazione ad una radio. Ma ci ha dovuto pensare Bersani. Veltroni n.p.

  • Essere o non essere, questo è il problema…

    Da leonardo

    Da leonardo

    Essere o non essere, questo è il problema. È forse più nobile soffrire, nell’intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciar l’armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e, combattendo contro di esse metter loro una fine? Morire, dormire. Nient’altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest’è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire, dormire

    (William Shakespeare – Amleto – atto III, scena I)

    Quale partito vuol essere il PD? Si chiede Marcello Saponaro, all’interno di un dibattito molto vario sui blog d’Italia.

    Io ho la sensazione che il PD (almeno i suoi vertici) non voglia essere un partito. Quelle vecchie formule (magari anche stantie, ma democratiche) che prevedono assemblee, congressi, organi eletti. Il modello Forza Italia è troppo attraente e facile, ma allo stesso tempo è di difficile applicazione a strutture che mantengono qualche anticorpo della vecchia forma partito. Da qui l’incapacità di schierarsi, ovvero l’infinita paura di perder pezzi.

    L’immagine è da leonardo (omonimo) via lele. Mentre Alessandro Robecchi ci va giù duro, sul Manifesto di oggi:

    E’ giusto staccare spina? E’ giusto interrompere l’alimentazione forzata a un organismo in coma vegetativo che non riesce a prendere nessuna decisione autonoma? Bisogna porsi seriamente queste domande per affrontare il tristissimo caso di Walter Veltroni.
    Se mancava un tassello alla comprensione del fenomeno da parte dei suoi pur numerosi elettori, l’astensione del Pd sul conflitto di attribuzione e, in ultima analisi, sul caso di Eluana Englaro lo ha fornito. Così chiaro e così limpido che dai giornali amici ai blog lo sconcerto degli elettori è palpabile, a tratti feroce. E’ vero che il segretario del Pd non ha lasciato un testamento biologico, ma molti testamenti spirituali sì. I Kennedy (wow!). Obama (yes!). La passione per le battaglie civili, si può fare, I care, tutte cose che ripetute ossessivamente, sospese tra la retorica un po’ beat dell’altra America e la speranza fantascientifica di un’altra Italia. La leadership veltroniana nasceva sull’onda di un discreto fascino decisionista. Via la sinistra e i comunisti cattivi, via Mastella, via Dini (c’era pure la canzoncina), finalmente le mani libere! Doveva essere il valore aggiunto del Pd: noi da soli, senza forze esterne che ci condizionino, senza gente che ci tira di qui e di là. Ora, passati cento giorni, il caso Englaro permette di tirare un po’ di somme: finalmente c’è una battaglia civile sul tavolo, un argomento denso per spessore, vivo e urgente, tanto “civile” da toccare potenzialmente la vita di tutti noi. E cosa fa il partito che ha corso da solo per non farsi influenzare da nessuno? Scappa e si astiene. Essendo in netta contrapposizione la componente laica e quella cattolica all’interno del partito, si è deciso di non decidere. Le mani libere servono sì, ma solo per alzarle in segno di resa. In assenza dei comunisti cattivi, le mani libere le legano la Binetti, Rutelli, i teo-dem. Ora, il dibattito è ancora più attuale e gli elettori del Pd se lo chiedono: staccare la spina? Interrompere l’alimentazione forzata? Porre fine all’agonia? Che dite, si può fare?

    Trovate commenti anche di: Luca De Biase, Piovono Rane, Aioros, Alessandra Mantellini, Polvere e tanti altri.

    PS: perchè non paia io un po’ troppo strabico dirò che anche i Verdi fanno fatica a darsi regole democratiche dopo la disastrosa Costituente di Chianciano del 2000 e relativa deriva pecorariana. La neoportavoce (già Presidente) non comprende la differenza fra il suo ruolo oggi e quello di 8 anni fa. Allora era l’inconstrastata Presidente sostenuta dalle tessere di Pecoraro Scanio, oggi è la Portavoce di un partito che vorrebbe togliersi dal groppone quell’ingombrante e fallimentare esperienza. Almeno a parole. Ma evidentemente manca la volontà. Anche a parole…

  • legge elettorale per le europee

    PE

    PE

    Sia chiaro. La legge elettorale per le elezioni europee va benissimo com’è. Il PE non deve esprimere un Governo, ma invece deve rappresentare tutte le anime e le sensibilità politiche dei paesi membri.

    Se la si cambierà è solo perchè PDL e PD vogliono far fuori definitivamente le “piccole” formazioni politiche, ecologisti compresi.

    Che scelgano gli elettori se queste debbano essere o meno rappresentate nel Parlamento Europeo, non Silvio Berlusconi e il suo fido Veltroni (sì, con vw a questo giro ci vado giù un po’ duro, ma per meriti acquisiti sul campo in questi pochi mesi).

  • Voi siete qui – Direttive per il corteo d’autunno

    A tutti i compagni della sinistra. Direttive per il grande corteo d’autunno di lotta e protesta indetto dal Partito Democratico contro il governo Berlusconi. Attenersi alle disposizioni. Per dubbi e domande, rivolgersi al funzionario di zona. Non cedere alle provocazioni. Ingoiare questo articolo subito dopo la lettura.
    Compagni del nord-est. Comporsi ordinatamente in corteo alle spalle della delegazione regionale capeggiata dal compagno Calearo. Evitare atteggiamenti minoritari e slogan improvvisati, evitare abbigliamento troppo casual o trasandato: è possibile che il corteo venga invitato a un’assemblea di Confindustria. Non facciamo figuracce.
    Precari. Le forze produttive sottopagate o ricattate dal capitale si comporranno ordinatamente dietro lo striscione della componente Giavazzi. Visto che hanno molto tempo libero tra un contrattino e l’altro, si consiglia attenta lettura dei fondi del Corriere da cui ricavare gli slogan di riferimento (licenziare meno/licenziare tutti). Lo striscione con l’enorme scritta “Il liberismo è di sinistra” si collocherà immediatamente dopo lo striscione di apertura del corteo.
    Metalmeccanici. Tutti dietro lo striscione della componente Colaninno. Evitare inutili slogan sul contratto che risulterebbero controproducenti, sottolineare il ruolo degli imprenditori illuminati.
    Anziani e pensionati. Non dimenticare l’acqua minerale. Esibendo la social card del governo, i panini verranno scontati del dieci per cento.
    Caduti sul lavoro. Questa componente del corteo sarà numerosa ma, per forza di cose, immobile. Sarà aperta dal grande striscione “Industrie Marcegaglia”, a sottolineare la sensibilità della classe imprenditoriale e il suo attivo contributo agli incidenti sul lavoro.
    Comizio finale. Sul palco interverranno i maggiori esponenti del partito, a sottolineare la vivace democrazia interna. Aprirà Veltroni, poi interverrà Walter, e concluderà il comizio il compagno Walter Veltroni. Al termine, defluire ordinatamente.

    Alessandro Robecchi da il Manifesto di oggi.

  • Ipse Dixit

    RIFIUTI: DI PIETRO, APPOGGIAMO SCELTA GOVERNO

    Piaccia o non piaccia i rifiuti a Napoli, in Campania, ovunque si trovino, devono essere smaltiti. Ecco perche’ noi dell’Italia dei Valori dobbiamo appoggiare la scelta del Governo di fare pulizia al comune di Napoli, nel senso tecnico del termine”. Lo ha detto a L’Aquila l’ex ministro Antonio Di Pietro. “Certamente – ha aggiunto – tra le tante scelte la peggiore e’ proprio quella di cominciare da Chiaiano visto che altri siti sono gia’ disponibili.

    RIFIUTI: VELTRONI, EVITARE USO FORZA IL PIU’ POSSIBILE

    Le leggi vanno rispettate ma bisogna evitare l’uso della forza il piu’ possibile”. Cosi’ Walter Veltroni ha risposto ai giornalisti, a margine di una iniziativa a Ladispoli, a proposito degli scontri a Chiaiano.

    Da Repubblica.it

  • Meglio un partito o una corrente?

    Eh sì, in un partitone come il PD – come era prevedibile –  non possono che nascere correnti. Tali da metter in discussione anche l’entrata nel Governo Ombra (minchia che invenzione!) da parte di Bersani. Ma è meglio un partito o una corrente? Sarò un decrepito da prima repubblica, ma io continuo a preferire un partito…

  • Ma anche…

    Insomma, andiamo alle elezioni da soli, ma anche con Di Pietro.

    Però poi facciamo il gruppo unico in parlamento! Ma anche no.

    PER VELTRONI NESSUN TRADIMENTO SE IDV FA GRUPPO A SE’

    Walter Veltroni non gridera’ al tradimento se il partito di Antonio Di Pietro decidera’ di dar vita ad un proprio gruppo parlamentare, distinto da quello del Pd. La scelta di ‘separarsi’, nell’organizzazione pratica all’interno dei due rami del Parlamento, non sara’ quindi interpretata, al loft, come un venir meno al patto sottoscritto, ne’ Walter Veltroni teme un danno di immagine. E’ vero, ricorda una fonte del Pd, che il segretario ha utilizzato il tema del gruppo unico come uno dei cavalli di battaglia in campagna elettorale, ma e’ altrettanto vero che la cosa aveva un determinato impatto, una certa forza e ragion d’essere in caso di vittoria e, quindi, di guida del Paese. Altrettanto non vale all’opposizione. Dunque, fermo restando che Idv e Pd hanno sottoscritto il programma e sara’ quello la base da cui partire per l’azione comune all’opposizione, non c’e’ da gridare allo scandalo se l’Idv chiede piu’ visibilita’. Anzi, con una maggioranza cosi’ schiacciante del Pdl, e il ruolo in fondo di unica grande opposizione in Parlamento, forse e’ addirittura favorevole che ci sia il modo per dare piu’ voce alla minoranza. Questo, a quanto si apprende, il ragionamento del leader del Pd, quando i suoi collaboratori gli hanno letto le prime agenzie che vanno verso una conferma della volonta’ dell’ex pm di presentarsi all’appuntamento parlamentare con un proprio gruppo. Veltroni e Di Pietro, a quanto si apprende, non si sono ancora sentiti. L’ex sindaco di Roma, infatti, attende di conoscere l’esito dell’esecutivo del partito alleato, dopodiche’ sicuramente ci sara’ uno scambio di idee tra i due.

  • Candidati

    La Sinistra Arcobaleno candida Soffritti capolista alla Camera e Rita Borsellino al Senato (in Emilia Romagna). Sarà ma i quattro leader hanno avuto per lo meno fantasia, un colpo al ferro ed uno alla botte. Il vero problema è se poi dalla botte esce aceto.

    Non sarà quindi un caso che la tendenza al voto “utile” stia favorendo il PD, che ora si attribuirà anche la vittoria di Zapatero, dopo che il PD i Socialisti li ha trattati a pesci in faccia (nonostante fassino), e la sconfitta di Sarkozy (dal quale WV si è molto ispirato ultimamente). E poi candidano questo!

    Ma non disperatevi anche di là no si scherza: si candidano Ciarrapico, quel genio fisico della Carlucci, la vicerè di Nassyria Contini,  quell’amante del pesce fresco di Speciale, l’attore reietto Barbareschi e, dulcis in fundo, Reanto “betulla” Farina. Sì proprio lui.